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Dieci anni con Istagram: dall'immagine perfetta al #nofilter

Lanciata il 6 ottobre 2010, l'applicazione è ormai uno strumento consolidato a livello planetario che asseconda e incoraggia il fenomeno dell'always on, il sempre connessi. In qualsiasi momento e ovunque, gli utenti possono scattare foto, applicare i filtri per perfezionarle, e condividerle in Rete. Ed è proprio l'uso dei filtri ad aver sviluppato una nuova estetica. Ne abbiamo parlato con Paolo Peverini, docente alla Luiss ed esperto nei linguaggi dei nuovi media

Emanuela Campanile - Città del Vaticano

Partiamo dai numeri. Instagram, l'applicazione mobile sviluppata da Kevin Systrom e Mike Krieger, oggi compie 10 anni. Secondo gli ultimi dati riportati da Igersitalia - il sito dell’Associazione nazionale che riconosce e rappresenta gli appassionati e i professionisti specializzati nella produzione di contenuti digitali - le persone che nel mondo usano questa app, che ora appartiene a Facebook, sono più di 1 miliardo. Uno strumento di straordinario successo, consolidato anche dal fatto che lo smartphone ormai è diventato una vera appendice del consumatore e le fotocamere annesse ai "cellulari intelligenti" diventano sempre più sofisticate.

Sempre connessi

Con l'evolversi della tecnologia, spiega infatti Paolo Peverini, docente di marketing all'Università Luiss di Roma ed esperto nei linguaggi dei nuovi media, abbiamo quindi assistito al consolidarsi di quella condizione che viene definita dell'always-on, cioè del sempre connesso. E sono soprattutto i giovani ad aver ulteriormente consacrato la diffusione di Instagram nel quotidiano: "per i giovani - afferma il professore - l'utilizzo del linguaggio delle immagini diventa essenziale anche per costruire relazioni". 

Ascolta l'intervista integrale al professor Peverini

Ma c'è un altro fronte su cui Instagram ha particolarmente inciso: "Penso il particolare ai selfie e all'utilizzo dei filtri", prosegue Peverini, cioè "a quelle modalità di ritocco dell'immagine che l'app mette a disposizione e che sono molto semplici e accessibili anche per gli utenti più giovani".

Una nuova estetica

Il tema della rappresentazione del sé non è certamente nuovo, ma quello che Peverini evidenzia è che in questi anni stiamo assistendo ad una trasformazione dell'auto -rappresentazione: "Basta pensare all'utilizzo che ne è stato fatto da leader politici. Sicuramente, una delle caratteristiche che rende Instagram un'app di successo - spiega il professore - riguarda la facilità di costruzione di un'immagine del sé, che sia poi condivisibile on line. Insomma, l'idea del consumatore attivo nel modificare contenuti e nel ripensare le modalità di auto rappresentazione della propria identità, con Instagram ha fatto un salto in avanti mettendo allo stesso tempo in luce dei paradossi".

Il #nofilter come controtendenza

All'ossessione dell'immagine perfetta, ritoccata - lampate il fenomeno degli influencer - e lontana dal reale, questa piattaforma social ha generato anche il suo opposto. Di tendenza, infatti, l'hashtag #nofilter, quasi a rivendicare la possibilità di utilizzare Instagram sfuggendo però all'ossessione dell'immagine impeccabile di se stessi.

In continuo cambiamento

Dunque, l'app mobile inventata da due giovani nerd non è affatto sul viale del tramonto, anzi, si modifica e rinnova. "Come tutti gli strumenti consolidati cambia, tenendo conto degli usi che ne vengono fatti, sperimentandone di nuovi continuamente e prefigurando possibili evoluzioni".

06 ottobre 2020, 13:13