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Concluso il Religion Today Film Festival dedicato alla Terra

Si è svolta a Madonna di Campiglio la XXIII edizione del Festival, che ha visto quest'anno al centro la tutela del pianeta Terra. In tempo di coronavirus, essere riusciti a realizzare l'evento con la presenza del pubblico è stato un segnale importante per chi, nel mondo del cinema e più in generale dello spettacolo, ha sofferto la crisi del settore legata alla pandemia

Andrea De Angelis - Città del Vaticano

L'ambiente, il lavoro, la speranza e l'accoglienza. Attorno a queste quattro parole ruota il "ciak" che ha caratterizzato la XXIII edizione del Religion Today Film Festival, svoltosi a Madonna di Campiglio e che ha visto la conclusione mercoledì 30 settembre. “Siamo contenti di essere riusciti a portare al cinema oltre 800 persone ed aver accolto registi e giurati italiani ed europei, tutto nel rispetto delle normative anti-Covid”, spiega il direttore artistico della manifestazione, Andrea Morghen. “Volevamo dare un segno di speranza ai lavoratori dello spettacolo, duramente colpiti dagli avvenimenti degli ultimi mesi, ma - aggiunge - anche alla cittadinanza trentina e posso dire che ci siamo riusciti”.

La dedica al maestro Morricone 

L'omaggio di questa edizione del Festival è stato per un monumento del cinema e della musica, scomparso quest'anno. Si è aperta infatti con le note di Ennio Morricone, suonate all’aperto dal violinista arcense Massimo Turrini ai piedi delle Dolomiti di Brenta, la cerimonia di premiazione della XXIII edizione di Religion Today FilmFestival. Tra i premiati di questa edizione una regista italiana, Maria Luisa Forenza, che ha vinto il premio miglior documentario con il suo “Mother Fortress”. La pellicola racconta con dignità e forza la vita dei religiosi in Siria, che tra orrori e pericoli lavorano per la difesa della dignità dell’essere umano. “Per me è stato molto commovente essere premiata qui, ascoltando Morricone ai piedi delle Dolomiti”, racconta Maria Luisa Forenza. “A Religion Today ho sentito un’energia fortissima e positiva, profondamente umana e spirituale, una dimensione che diventa fondamentale nel promuovere una cultura di pace”, ha aggiunto Forenza.

L'attenzione verso l'ambiente 

“Earth I care, custodi della Terra” è stato il titolo scelto per il 2020. “Questa edizione dedicata all’ambiente arriva dopo cinque anni dall’enciclica Laudato si' di Papa Francesco”, sottolinea il presidente del Festival, Alberto Beltrami. “Abbiamo voluto mandare un messaggio chiaro al nostro pubblico: l'essere umano non è estraneo alla natura, ma ne fa parte , fisicamente e spiritualmente. Dunque come uomini abbiamo il compito di prenderci cura gli uni degli altri, attraverso il dialogo, l’incontro e l’accoglienza”. Al termine della cerimonia di premiazione sono state annunciate le date della XXIV edizione del Festival: dal 22 al 29 settembre 2021. Sarà dedicato al tema "Viaggi e pellegrinaggi". 

Altri riconoscimenti

Tra i film premiati al Festival, c'è l’iraniano Castle of Dreams, di Reza Mirakarimi che si è guadagnato il riconoscimento di miglior film a soggetto, con una pellicola che affronta il tema della morte e del rapporto tra un padre ritrovato ed i suoi figli. Un corto iraniano, Ojagh, di Ali Bolandanazar è stato premiato come miglior documentario, mentre Kusebek, di Guo Zhongyuan, come miglior cortometraggio. Quest'ultimo mostra la storia della moglie di un domatore di falchi kazako e di come lei custodisca la sua aquila. Il Gran Premio nello Spirito della Fede è andato invece a Order and Soul, di Zsuzanna Bak, che racconta della forza di un gruppo di suore ungheresi, che si sono impegnate a resistere all’occupazione comunista. Ancora la regista italiana Elisabetta Castana è stata menzionata dalla giuria “occhi di donna”, grazie al su documentario “Clausura 4.0”. Infine il riconoscimento dedicato a “migrazioni e coesistenza” è stato dato ad Harbor, di Paul Marques Duarte, che aiuta a riflettere sulla responsabilità di ciascuno nel fare la scelta giusta.

02 ottobre 2020, 11:13