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Nigeria, le celebrazioni del 2010 per l'indipendenza Nigeria, le celebrazioni del 2010 per l'indipendenza  (AFP or licensors)

Nigeria, sessant’anni fa l’indipendenza

A sessant’anni dall’indipendenza, la Nigeria è oggi uno degli Stati più popolosi dell’Africa, con un’economia messa a dura prova dal crollo del prezzo del greggio e dalla pandemia, mentre violenze e terrorismo sono una minaccia in alcune aree del Paese. Intervista al professor Giovanni Carbone

Elvira Ragosta - Città del Vaticano

Anno simbolo della decolonizzazione, il 1960 è passato alla storia come l’anno dell’Africa: sono 17 i Paesi del Continente che si staccano dal dominio coloniale e si incamminano verso il futuro come Stati indipendenti. Il 1° ottobre di quell’anno è la data che segna l’indipendenza della Nigeria dalla colonizzazione inglese, ma solo tre anni dopo il Paese diviene una Repubblica Federale.

Per Giovanni Carbone, ordinario di Scienza Politica all’Università degli Studi di Milano e responsabile del Programma Africa dell’Istituto per gli Studi di Politica Internazionale, la strada percorsa dalla Nigeria in questi sessant’anni va vista come una sorta di parabola. “La Nigeria – dice a Vatican News - ha vissuto un lungo periodo di dominio militare, instabilità politica e scarsi risultati economici, fino alla fine degli anni '90, e poi è riuscita a stabilizzarsi politicamente con quella che possiamo chiamare una democrazia molto imperfetta e a veder crescere in maniera molto più stabile nel tempo la sua economia”.

Ascolta l'intervista a Giovanni Carbone:

I cambiamenti

Tra i cambiamenti che hanno interessato il Paese dalla sua indipendenza a oggi, l’analista ritiene che quello più rilevante sia stato proprio il cambio di passo dell’economia: “La Nigeria è il principale produttore di petrolio dell’Africa sub sahariana e questa dovrebbe essere una risorsa in grado di alimentare una crescita economica importante, ma in realtà il Paese non è riuscito a sfruttarla a pieno per lungo tempo. Nell’ultimo ventennio, invece, ha inanellato una serie di anni con tassi di crescita molto significativi, con una modernizzazione dell’economia in senso più ampio e una parziale diversificazione”.

Violenze e terrorismo

Nel corso dell’ultimo decennio il Nord-Est della Nigeria è stato fortemente segnato da una serie di attacchi da parte del gruppo estremista Boko Haram, che ha seminato morte e terrore provocando oltre 36mila vittime tra cristiani, musulmani moderati e forze di sicurezza. Si calcola che a causa delle sue violenze, circa tre milioni di nigeriani abbiano dovuto abbandonare le loro case. “Il terrorismo di matrice islamica – prosegue Carbone - è diventato un fenomeno molto importante in una parte della Nigeria. Ci sono anche violenze da diversi anni in altre aree, nel Delta del Niger in particolare, che si trova nel Sud-Est. Ci sono, viceversa, altre aree del Paese che non sono state direttamente coinvolte da queste violenze ed è anche questo che ha permesso al Paese di mantenersi dinamico dal punto di vista economico”

I rischi della pandemia

Con quasi 58.500 casi di Covid-19 registrati, la pandemia ha interessato anche la Nigeria, provocando circa 1.100 decessi. Già indebolita dal crollo del prezzo del petrolio, l’economia nigeriana ha subito un duro colpo dal Covid-19. Secondo il professor Carbone, le conseguenze più importanti della diffusione del coronavirus in questa parte del mondo sono di carattere economico-sociale, prima che sanitario. “Dal punto di vista sanitario, per quanto i dati siano incerti, in Nigeria la pandemia non ha colpito in maniera così grave come in altre aree del mondo – prosegue il docente – ma dal punto di vista economico gli effetti si sono fatti sentire prima ancora che si diffondesse il virus, per il rallentamento dell’economia globale su economie fortemente dipendenti dalle esportazioni, come nel caso della Nigeria per il petrolio”.

Le diseguaglianze sociali

Con una popolazione stimata dall’Onu di circa 195 milioni di abitanti, la Nigeria resta un Paese ricco di risorse, ma ancora interessato da disuguaglianze sociali, con una consistente fetta di popolazione che vive sotto la soglia di povertà. “E’ un problema – conclude Carbone - che è andato accentuandosi. In Nigeria c’è una fascia di popolazione con una classe media relativamente benestante, che si è espansa, una fascia ristretta di super ricchi, ma anche una buona quota di popolazione che resta estremamente povera. Ciò è anche dovuto al fatto che quella nigeriana è una popolazione molto ampia e alla corruzione, che resta molto diffusa nel Paese”.

30 settembre 2020, 08:31