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Seggi elettorali per il referendum e le regionali Seggi elettorali per il referendum e le regionali  (ANSA)

Referendum, Acli e Istituto Sturzo: ora le riforme

Quasi il 70% degli italiani che sono andati a votare hanno detto Sì al taglio del numero dei parlamentari. Parità nelle elezioni per i governatori delle regioni. Rossini (Acli): "Siamo ritornati a una dinamica destra-sinistra". Per Antonetti (Sturzo) "bisogna dare rappresentanza a un Parlamento con numeri mutati"

Alessandro Guarasci - Città del Vaticano

I partiti fanno bilancio dopo il referendum costituzionale e le elezioni regionali. Netto successo dei Sì sul taglio dei parlamentari, a fine scrutinio sono 17.168.498, pari al 69,64%; mentre i No totalizzano 7.484.940 voti, pari al 30,36%.  In merito alle regionali, tre regioni sono andate al centro destra (Liguria, Marche e Veneto) e tre al centro sinistra (Campania, Puglia e Toscana). In mattinata invece sono iniziati gli scrutini anche nei comuni dove si è votato.

Più peso alle autonomie locali

Per Roberto Rossini, presidente delle Acli, “la vittoria del Sì esige di aprire una stagione di riforme, che contempli un nuovo sistema elettorale, il superamento del bicameralismo perfetto e una legge sulla democraticità e la trasparenza dei partiti. Il timore di una ‘democrazia tagliata’  si scongiura con l’apertura di un cantiere di riforme, che dichiari e recuperi i grandi valori repubblicani e rinnovi il rapporto tra eletto ed elettore. La minor incidenza del Parlamento col territorio va compensata con una maggiore attenzione alle autonomie locali, il cui disegno non è stato portato a compimento. Stiamo vivendo un momento molto delicato per le nostre istituzioni, occorre avere e dichiarare un disegno coerente. Abbiamo fiducia nel fatto che il Parlamento possa svolgere un ruolo importante e positivo, già a partire dalle prossime settimane”. Rossini specifica che secondo lui “siamo ritornati a una dinamica destra-sinistra. Questo credo che sia un fatto abbastanza interessante. Il Movimento 5 Stelle che rappresentava il terzo incomodo, sul territorio è poco presente, non determinante nelle alleanze regionali. Anzi, nell'unica Alleanza che hanno fatto in Liguria il candidato ha pure perso”.

Ascolta l'intervista a Roberto Rossini

Far tornare i partiti al centro della vita politica

Il presidente dell’Istituto Sturzo, Nicola Antonetti, aggiunge che “è vero che con il risultato delle regionali si rafforza l’attuale governo, e questo dà tranquillità necessaria per affrontare tutte le tematiche relative al Recovery Fund, che poi è la vera questione di questo parte. Sull’altro fronte, quello istituzionale, bisogna dare rappresentanza a un Parlamento con numeri mutati. I partiti devono essere ancora gli integratori delle masse, delle masse masse distinte nella loro articolazione territoriale, sociale, occupazionale. E’ questa forse la vera gravità del termine populismo: cioè pensare che si possa governare una massa indistinta di voti in ordine a obiettivi che non si sono discussi attraverso congressi, dibattiti, dialettiche, ma restano in mano a un un ceto politico ristretto”.

Ascolta l'intervista a Nicola Antonetti
22 settembre 2020, 12:26