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Parata militare con armi nucleari Parata militare con armi nucleari 

Francesco: liberare l’umanità dalle armi nucleari

Nella Giornata Internazionale per la completa eliminazione delle armi nucleari il Papa torna sul tema toccato anche nel videomessaggio indirizzato ieri all’Onu. In un tweet oggi invoca la pace chiedendo l’impegno di tutti per un mondo senza armi di distruzione di massa. Fa suo questo appello e traccia un bilancio sulla situazione mondiale, don Renato Sacco coordinatore di Pax Christi Italia

Marco Guerra – Città del Vaticano

"Chiediamo al Signore il dono della pace, un mondo senza armi di distruzione di massa! Impegniamoci a liberare l’umanità dalle armi nucleari, grave minaccia al genere umano". Questo il messaggio che il Papa rilancia all'umanità unendosi alla celebrazione, oggi, della Giornata Internazionale per la completa eliminazione delle armi nucleari, ricorrenza indetta dalle Nazioni Unite nel 2013 con l’approvazione di una risoluzione che pone l’obiettivo del disarmo nucleare, come condizione essenziale per garantire la pace e la sicurezza internazionale. La data è stata scelta per ricordare la notte del 26 settembre del 1983 quando il colonnello sovietico Petrov decise correttamente di ritenere gli allarmi missilistici che vedeva sui propri schermi un errore del computer, e non lanciare così i bombardieri atomici che avrebbero avuto tra i loro bersagli Washington e New York.

Metà popolazione vive in Paesi con atomica

Dal canto suo l’Onu ricorda che, malgrado la crescente preoccupazione internazionale, la dottrina della deterrenza nucleare rappresenta ancora oggi un elemento costitutivo delle politiche di sicurezza di molti Stati se si pensa che più della metà della popolazione mondiale vive in Paesi dotati di armamenti nucleari o che fanno parte di alleanze nucleari. 

Onu a confronto sul disarmo

L’Assemblea Generale dell’Onu 2020 affronterà il tema del disarmo di tali armamenti il prossimo 2 ottobre. L’attenzione della comunità internazionale sembra concentrata soprattutto sui programmi di armamento della Corea del Nord e dell’Iran. Gli Stati Uniti hanno dichiarato che intendono estendere l’embargo sulle armi delle Nazioni Unite contro l’Iran, che doveva scadere ad ottobre in base all’accordo nucleare del 2015, intesa dalla quale però gli Usa si sono ritirati nel 2018.

I trattati di non proliferazione e proibizione

La sfida per un mondo privo di armi nucleari oggi passa per l’adesione e l’implementazione di due accordi, il Trattato di non proliferazione delle armi nucleari (Tnp) del 1970, che proibisce agli stati firmatari "non-nucleari" di procurarsi tali armamenti e agli stati "nucleari" di trasferire a chicchessia armi nucleari o altri congegni nucleari esplosivi; e il Trattato per la proibizione delle armi nucleari del 2017, che si pone l’obiettivo della messa al bando delle armi nucleari e della completa eliminazione di quelle già prodotte, e che vede tra i primi firmatari proprio la Santa Sede.

Papa: tradurre trattati in azioni concrete

Nel Videomessaggio alle Nazioni Unite Papa Francesco ha fatto riferimento proprio al Trattato di non proliferazione, auspicando che la prossima Conferenza di revisione di questa convenzione giuridica internazionale si traduca in azioni concrete per “porre termine[…] alla corsa agli armamenti nucleari”.

Lo spreco di risorse

Rivolgendosi all’Onu, Francesco ha inoltre posto l’accento sullo spreco di risorse causato dalla produzione di armamenti nucleari: “Dobbiamo chiederci - ha affermato- se le principali minacce alla pace e alla sicurezza, come la povertà, le epidemie e il terrorismo, tra le altre, possono essere affrontate efficacemente quando la corsa agli armamenti, comprese le armi nucleari, continua a sprecare risorse preziose”.

La deterrenza fomenta la paura

Nella sua riflessione il Santo Padre ha poi confutato il principio della “deterrenza nucleare” che ha guidato per decenni le super potenze mondiali: “Fomenta uno spirito di paura basata sulla minaccia di un reciproco annientamento, che finisce coll’avvelenare le relazioni tra i popoli e ostacolare il dialogo”. Per tutti questi motivi il Papa ha esortato gli tutti attori della Comunità Internazionale a “spezzare il clima di sfiducia esistente”.

Pax Christi: corsa al nucleare ancora forte

A colloquio con Vatican News, don Renato Sacco, coordinatore di Pax Christi Italia, rimarca che il quadro attuale degli armamenti nucleari è “tutt’altro che rassicurante”, poiché “la corsa la nucleare è ancora molto forte”. “Siamo colpiti dai programmi di alcuni Stati come la Corea del Nord”, prosegue, “ma il possesso delle armi nucleari è più diffuso di quello che si pensa. Le posseggono tutte le grandi potenze che hanno diritto di veto all’Onu e le abbiamo anche sul territorio italiano anche se non appartengono all’Italia”. Don Sacco intravede comunque delle speranze dal Trattato del 2017 sulla proibizione totale:” Tra i primi firmatari c’è la Santa Sede - ricorda - e in totale lo hanno siglato circa 40 Stati, ed è una cosa importante perché i trattati segnano l’impegno di una nazione”.

Ascolta l'intervista a don Sacco

Gli elevati costi di manutenzione

Il coordinatore di Pax Christi, citando Papa Francesco, ricorda anche i motivi per i quali non è immorale solo usare le armi nucleari, ma anche possederle: “Hanno un costo di manutenzione altissimo. Pensiamo poi che nel mondo in generale si spendono 1700 mld all’anno per tutti gli armamenti, mentre il bilancio dell’Oms è di appena 2 miliardi. Io non so bene quanto sia corposa la voce relativa alle armi nucleari, perché sono spese tenute segrete, certo è che va a togliere risorse per cose fondamentali come l’istruzione e la salute. Noi abbiamo bisogno di soldi per curare le persone non per distruggerle”.

I danni causati dai test

“Parlare di deterrenza è pura follia – conclude don Sacco – perché basta un piccolo guasto o un inceppamento del sistema per distruggere la terra, quindi questa non è deterrenza ma mettere a rischio l’intero pianeta. Ma ribadisco: gli investimenti sono talmente alti che queste armi uccidono anche senza essere utilizzati. Ricordiamo inoltre che i test nucleari non uccideranno nessuno ma otterranno la distruzione per eccellenza dell’ecosistema”.

Ultimo aggiornamento ore 11.35 del 26.09.2020

26 settembre 2020, 07:33