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Sri Lanka, materiale per le elezioni parlamentari scortato dalle forze di sicurezza Sri Lanka, materiale per le elezioni parlamentari scortato dalle forze di sicurezza  (ANSA)

Lo Sri Lanka al voto per rinnovare il Parlamento

Oltre 7.400 candidati, appartenenti a 54 tra partiti e gruppi indipendenti, in lizza per le elezioni parlamentari nel Paese asiatico. L’appuntamento elettorale è stato rimandato più volte a causa della pandemia di coronavirus

Elvira Ragosta – Città del Vaticano

Nello Sri Lanka, 16 milioni di elettori al voto il 5 agosto per rinnovare il Parlamento. Saranno assegnati 196 seggi, su un totale di 225. I rimanenti parlamentari saranno nominati da un elenco nazionale in base al numero di voti ricevuti da ciascuna parte o gruppo indipendente. I sondaggi prevedono un forte sostegno delle urne ai fratelli Gotabaya e Mahinda Rajapaksa, il primo eletto alla presidenza lo scorso novembre, il secondo attualmente Primo ministro. Il principale rivale di Rajapaksa è Sajith Premadasa, figlio dell'ex presidente Ranasinghe Premadasa, assassinato dai ribelli separatisti nel 1993. Sarà un voto caratterizzato da misure di distanziamento sociale a causa della pandemia da coronavirus che nel Paese ha fatto registrare oltre 2800 casi e 11 decessi.

In ballo, per Francesco Sisci, professore di Politica Internazionale ed esperto di Asia, è in realtà la maggioranza assoluta del Parlamento: “Se i fratelli Rajapaksa, che oggi hanno il più importante clan politico del Paese, riescono a tenere la maggioranza assoluta, il Primo ministro, che è il fratello minore, riuscirà a modificare la Costituzione e quindi a rinnovare il mandato come presidente del fratello maggiore e questo potrebbe cambiare in maniera seria tutta la questione interna dello Sri Lanka”.

Le novità per Sisci, potrebbero essere importanti sia da un punto di vista interno che internazionale. “Infatti la minoranza Tamil, che rappresenta circa il 30% della popolazione mentre gli sri lankesi sono il 70%, potrebbe tornare in condizioni di oppressione. Questo è il grande timore della minoranza e anche di India, Giappone e America, che non tifano o non hanno tifato almeno per adesso, per i fratelli Rajapaksa”.

Il significato del voto in ambito regionale e internazionale

Sono elezioni molto delicate a livello internazionale - riflette Sisci - per i fronti che appoggiano o prendono le distanze dai fratelli Rajapaksa, da una parte la Cina, che ha finanziato grandi progetti di infrastrutture e rifinanziamento del debito interno dell'isola, dall'altra India, Giappone e Stati Uniti. Il professor Sisci sottolinea che in caso di assenza di una maggioranza assoluta dei fratelli Rajapaska si prospetterebbe una coalizione, che renderebbe difficile approvare la modifica costituzionale, si creerebbe inoltre un terreno più neutro in cui compromessi e mediazioni diventerebbero più possibili con l'opposizione”.

Sri Lanka, tra guerra civile e terrorismo

Il Paese asiatico è stato funestato da 26 anni di guerra civile, terminata nel 2009 con la sconfitta dei ribelli Tamil ad opera delle forze governative. Dopo un decennio di relativa pace, lo scorso anno, nella domenica di Pasqua, lo Sri Lanka è stato scosso da una serie di terribili attentati attribuiti a estremisti islamici locali a tre chiese e alberghi. Nelle esplosioni sono morte 260 persone, di cui una quarantina stranieri, e circa 500 sono stati i feriti. Gli attacchi di Pasqua hanno inferto un colpo durissimo all’isola.

Abitato da circa 22 milioni di persone, lo Sri Lanka è un Paese multi etnico e multi confessionale, con il 75% della popolazione di etnia cingalese, per lo più di religione buddista e il 15% di popolazione tamil, principalmente indù. Musulmani e cristiani sono una minoranza. L’isola dal punto di vista economico si basa principalmente sulle rimesse provenienti dai lavoratori che si trovano all’estero, sul turismo e sull’esportazione di tè.

04 agosto 2020, 14:26