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Il nuovo Ponte San Giorgio a Genova Il nuovo Ponte San Giorgio a Genova  (ANSA)

Ponte di Genova, monsignor Tasca: dal dolore nasca la speranza

Dal dolore e dalla sofferenza nascano amore e speranza. Questo il senso dell’omelia dell’arcivescovo di Genova, monsignor Marco Tasca, stamani in occasione della Santa Messa in suffragio delle 43 vittime del crollo del Ponte Morandi celebrata questa mattina nella chiesa di San Bartolomeo della Certosa a Genova nel secondo anniversario del disastro

Dino Frambati - Genova

“Male, dolore e sofferenza non hanno mai l'ultima parola”. Lo ha detto monsignor Marco Tasca, arcivescovo di Genova, nell'omelia presso la chiesa di San Bartolomeo di Certosa, a poche centinaia di metri dall'ex Ponte Morandi, ora Ponte San Giorgio, celebrando la Santa Messa in suffragio delle 43 vittime del crollo di due anni fa. Erano le 11.36 del 14 agosto, quando la struttura si sbriciolò mentre infuriava un violentissimo temporale. Oggi c'era un sole forte e splendido ad illuminare la Radura della Memoria, benedetta dallo stesso monsignor Tasca: “Preghiamo per tutti quelli che hanno perso la vita in questo luogo”, ha detto, impartendo la benedizione e invocando “Dio, Padre buono, sempre con noi anche quando scende la notte del dolore”.

Grande commozione due anni dopo il disastro

Davanti all'arcivescovo di Genova c'erano il premier Conte, i ministri De Micheli e Bonafede, Marco Bucci, sindaco del capoluogo ligure, e Giovanni Toti,  governatore della Regione Liguria. Nella parrocchia attigua al ponte monsignor Tasca aveva citato Isaia, quando dice che Dio ci ha scolpiti sulle sue mani e ci guarda nel volto attraverso queste. “Oggi - ha esortato – siamo chiamati ad essere uomini di speranza". Il sindaco Bucci ha detto che la sinergia tra risorse umane, economiche e tecnologia dovranno essere un esempio per l'Italia, affinché non accadano più tragedie come quella del Ponte Morandi. Giovanni Toti ha invece chiesto ripetutamente giustizia. Sulla stessa linea del governatore, Egle Possetti, presidente del Comitato Vittime del Ponte Morandi, che non ha saputo trattenere le lacrime nel suo toccante intervento, in cui ha chiesto di “impedire l'oblio di una tragedia vergognosa, dare rispetto e memoria e fare giustizia”. Ed ha sottolineato la vergogna di chi ha causato il disastro ed ha usato arroganza, senza chiedere scusa in tempi adeguati.

43 alberi per ricordare le vittime

Nella giornata, iniziata con la Santa Messa, preceduta da una breve processione e dalla lettura dei 43 nomi delle vittime, il premier, Giuseppe Conte, ha ricordato che il governo italiano non ha lasciato e non lascerà mai sola la città di Genova. Alla cerimonia di commemorazione è intervenuto anche Salam Hussein, imam di Genova, che ha letto, in arabo ed in italiano, brani del Corano. “A Dio apparteniamo – ha detto – e a lui ritorniamo”. La Radura della memoria contiene 43 alberi, diversi tra loro, come lo erano le vittime, ma uniti sotto il ponte in uno spazio che dovrà essere dedicato a chi nel vuoto generato dal ponte andato in pezzi, è stato inghiottito. Mentre il parroco di San Bartolomeo, don Gian Andrea Grosso, ha auspicato che la commemorazione diventi un “appuntamento annuale di preghiera che è un invito alla responsabilità”. La giornata della memoria è proseguita poi a Palazzo Tursi, sede del Comune di Genova, dove è stata posta una targa con i nomi delle vittime, affinché la memoria di costoro resti perenne. Stasera, a piedi ed in bicicletta, la gente scenderà in strada per una fiaccolata, che percorrerà le strade dei quartieri interessati dal crollo, terminando nella Radura.

14 agosto 2020, 13:59