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Su Rai Uno in autunno il film su Chiara Lubich e gli inizi dei Focolari

Hanno preso il via in questi giorni a Trento le riprese di Chiara Lubich, il Tv movie di Giacomo Campiotti ispirato alla fondatrice del Movimento dei Focolari di cui proprio quest’anno si celebra il Centenario della nascita. Sceneggiato da Francesco Arlanch, Giacomo Campiotti, Luisa Cotta Ramosino, Lea Tafuri, il film è una coproduzione Rai Fiction e Casanova Multimedia di Luca Barbareschi

Gabriella Ceraso - Città del Vaticano

Sicuramente Chiara Lubich, una delle figure carismatiche più rilevanti del XX secolo, nata nel capoluogo trentino il 20 gennaio 1920 e morta a Rocca di Papa il 14 marzo 2008, guarderà con simpatia dal Cielo l’iniziativa, la prima in assoluto, di tradurre la sua esperienza di vita in un linguaggio televisivo destinato a tutti. Da sempre, infatti, lei guardava ai mezzi di comunicazione, alle arti, alla musica con grande stima vedendo in essi la possibilità di comunicare il suo ideale, Dio, a quante più persone possibili, raggiungendo chiunque, credenti e non credenti. Se lo scopo della sua esistenza era infatti contribuire al “Che tutti siano uno” (Gv 17,21-23) chiesto da Gesù stesso al Padre poco prima della Passione, non poteva desiderare di meno che arrivare con la sua voce fino agli ultimi confini della terra.

Chiara Lubich a Trento durante gli anni di guerra

Il film in lavorazione in questi giorni ci farà incontrare la Lubich a ventitré anni, semplice insegnante elementare affezionatissima ai suoi alunni con, fin dall’inizio, il suo sogno, quello della fratellanza universale. Ad interpretare Chiara, l’attrice Cristiana Capotondi. “Siamo a Trento, una città oltraggiata dai bombardamenti della seconda guerra mondiale – si legge nel comunicato stampa diffuso dalla casa produttrice Casanova Multimedia -. Addolorata per la tragedia che vede intorno a sé, Chiara decide di consacrare la sua vita a Dio, l’unico ideale che le sembra non crollare. Insieme ad un gruppo di amiche si dedica ai bisognosi e nel clima d’odio che il conflitto ha generato, si preoccupa di favorire la riconciliazione, sanare le ferite e progettare un futuro migliore per l’umanità.”

Guarda le prime riprese del film a Trento (fonte focolare.org)

La rivoluzione del Vangelo vissuto

Una decisione non facile da realizzare tanto più in un’epoca storica complessa come quella della prima metà del ‘900 e in una città dove, prima del Concilio, si viveva un cattolicesimo molto tradizionalista, in cui sentir parlare di Vangelo suscitava sospetti e dove suonava strana la scelta di volersi consacrarsi a Dio non in convento, ma nel mondo e insieme ad altre compagne. Nonostante questo, ben presto Chiara Lubich raccoglie attorno a sé una comunità, che diventa poi un Movimento, diffondendosi rapidamente in altre città italiane, in Europa e nel mondo. Sottoposto a un lungo studio da parte della Chiesa, tramite il Sant’Uffizio, il suo carisma viene infine riconosciuto e il Movimento dei Focolari approvato con Papa Paolo VI.

La forza di un amore coraggioso

Saranno quattro le settimane di riprese in Trentino e una tra Roma e Viterbo per scrivere “il ritratto di una donna libera, appassionata, laica e coraggiosa”, focalizzandosi sui primi anni della sua avventura spirituale, quelli fondativi, che vanno dal 1943 al 1950, quei “tempi di guerra” in cui “tutto crollava” e restava solo Dio, come raccontava Chiara stessa. Al centro dei dialoghi di pace di questa figura affascinante e rivoluzionaria, che si proponeva di risolvere i problemi sociali della sua Trento e condivideva i pochi beni con i più poveri, “spiccano – sottolinea il comunicato - la forza dell’amore e la solidarietà che può costruire ponti tra gli uomini di qualunque razza o fede religiosa”.

Chiara Lubich sulle montagne trentine
Chiara Lubich sulle montagne trentine
Chiara con Papa Paolo VI
Chiara con Papa Paolo VI

Un messaggio di fratellanza universale

“La forza di una figura come quella di Chiara oggi – si legge ancora – è di farci guardare l’altro come possibilità, dono, portatore di un seme di verità da valorizzare e amare, per quanto distante possa essere”. Così il suo messaggio che invita alla fratellanza universale risulta di straordinaria attualità e capace anche nei nostri tempi di coinvolgere chiunque, infondendo speranza ed energie positive, al di là delle appartenenze religiose o politiche, di etnia o di nazionalità. Ma come hanno accolto i Focolari l'iniziativa del film? Ce lo dice Lorenzo Russo, dell'Ufficio Comunicazione del Movimento: 

Ascolta l'intervista a Lorenzo Russo

“Erano i tempi di guerra. Tutto crollava di fronte a noi, (...) Noi sentivamo che un solo ideale era vero, immortale: Dio. Di fronte al crollo provocato dall’odio, vivissimo apparve alla nostra mente giovanetta Colui che non muore. E lo vedemmo e lo amammo nella sua essenza: «Deus caritas est». (C. Lubich 1948)”

08 agosto 2020, 08:09