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Padre Dall'Oglio: 7 anni di silenzio tra dolore e speranza

Nel settimo anniversario della scomparsa, durante una conferenza stampa organizzata a Roma nella sede della Federazione Nazionale Stampa Italiana (Fnsi), è stata ricordata la figura di padre Paolo Dall'Oglio. Il prefetto del Dicastero per la Comunicazione, Paolo Ruffini: "Chi ci ha sottratto temporaneamente la presenza fisica di padre Paolo vorrebbe farci precipitare in una spirale di odio"

Amedeo Lomonaco - Città del Vaticano

"Continuate a sognare la Siria libera”. A queste parole pronunciate da padre Paolo Dall'Oglio poco prima di essere sequestrato nel 2013, si aggiunge un altro accorato appello: far emergere la verità sui tanti casi di sequestro ancora irrisolti. A chiedere che venga infranto il muro del silenzio sono oltre 100 mila famiglie siriane. Cercano i loro congiunti scomparsi durante la guerra che da oltre nove anni insanguina la Siria. Al loro appello si unisce quello della famiglia di padre Dall'Oglio, rilanciato oggi durante una conferenza stampa tenutasi nella sede della Federazione Nazionale Stampa Italiana a Roma.

Ruffini: dobbiamo cercare la verità

All'incontro ha partecipato, tra gli altri, il prefetto del Dicastero per la Comunicazione. "Da cattolico, da sacerdote, da monaco e da cristiano - ha affermato Paolo Ruffini - padre Dall'Oglio ha insegnato in Oriente e in Occidente con ruvida franchezza" che gli uomini e  le religioni "devono dialogare". "Chi ha sottratto padre Paolo - ha aggiunto - cerca di minare questa verità e di farci riprecipitare in una spirale di odio". La storia di padre Dall'Oglio ci dice che "dobbiamo cercare la verità". Il prefetto del Dicastero per la Comunicazione ha poi sottolineato che nel Documento sulla Fratellanza Umana, firmato da Papa Francesco e dal Grande Imam di Al-Azhar, è "inscritta anche la testimonianza di padre Dall'Oglio".

Ascolta l'intervista al prefetto Paolo Ruffini

Sassoli: padre Dall'Oglio è una figura contemporanea

Del religioso gesuita non si hanno più notizie dal 29 luglio 2013. Ricordando questo settimo anniversario in un messaggio video, il presidente del Parlamento europeo David Sassoli ha indicato i tratti distintivi del fondatore della comunità monastica di Mar Musa. "Padre dall'Oglio - ha dichiarato Sassoli - è una figura estremamente contemporanea e attuale nella quale possiamo riflettere i valori a fondamento del nostro progetto europeo fondato sulla diversità, sulla pluralità, sul dialogo, concetti essenziali per la promozione ovunque nel mondo della cultura della convivenza, della riconciliazione tra comunità e religioni".

La sorella Francesca: un dramma come quello di tanti siriani

"Sono passati sette anni ma resta forte - ha sottolineato Francesca Dall’Oglio, sorella del gesuita scomparso in Siria - la voglia di continuare a lottare affinché si trovi la verità”. "La scomparsa di Paolo - ha aggiunto parlando a nome della famiglia - ci ha cambiato e la Siria è entrata nel nostro cuore". Oggi Paolo sulla sua amata Siria, ha spiegato la sorella di padre Dall'Oglio, pronuncerebbe "parole di conforto" ma "anche di rabbia" per l'assenza della comunità internazionale e per il silenzio su quanto sta accadendo. "Quando penso a Paolo - ha detto - penso a tutte le famiglie delle persone rapite in Siria". 

Ascolta l'intervista a Francesca Dall'Oglio
Padre Paolo Dall'Oglio
Padre Paolo Dall'Oglio

Lombardi: da padre Dall'Oglio una testimonianza viva

La testimonianza di padre Dall'Oglio è attuale e non ha perso nulla con il passare dagli anni. Lo ha sottolineato il presidente della Fondazione Ratzinger, padre Federico Lombardi, aggiungendo che del suo impegno resta un segno "di grande apertura e profondità nel dialogo tra cristianesimo e islam". Padre Dall'Oglio, ha sottolineato padre Lombardi, ci ha indicato la via del "dialogo religioso tra componenti di diverse religioni".

Ascolta l'intervista a padre Federico Lombardi

Ripamonti: storia di Paolo intrecciata con quella di un popolo

Non si può parlare di padre Dall’Oglio senza ricordare la storia del popolo siriano. Lo ha rimarcato padre Camillo Ripamonti, presidente del Centro Astalli, spiegando che sono "due vicende strettamente legate". Ricordare Paolo, ha inoltre specificato padre Ripamonti, significa ricordare il dramma in cui si è immerso per il "suo” popolo. Significa tenere accesa "una luce su questa tragedia".

Ascolta l'intervista a padre Camillo Ripamonti

Siria, un Paese nella morsa di povertà e paura

L’incontro odierno è stato moderato dal fondatore dell’Associazione giornalisti amici di padre Dall’Oglio, Riccardo Cristiano. La Siria, ha ricordato, è oggi un Paese "impaurito e impoverito". Uno Stato tormentato dai fondamentalismi e sconvolto "da logiche di appartenenza e di identità". Padre Paolo ha osservato e ha cercato di portare in quella terra la sua "testimonianza di amore e di impegno per il prossimo".

Ascolta l'intervista a Riccardo Cristiano

Riccardo Cristiano ha infine fatto riferimento al recente ritrovamento di una fossa comune a Raqqa, in Siria, con almeno cento cadaveri. "L’Italia - ha affermato - ha il compito di lavorare affinché si avvii un processo di identificazione di tutte le vittime perché la storia di Paolo potrebbe essersi conclusa in quella fossa".

29 luglio 2020, 15:35