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Alluvioni in Giappone Alluvioni in Giappone  (ANSA)

Inondazioni in Giappone. La Chiesa in aiuto degli alluvionati

Il Giappone flagellato dal maltempo. Oltre 60 le vittime per le inondazioni che hanno colpito soprattutto la parte sud occidentale del Paese. Mobilitazione generale per soccorrere i senza tetto. In particolare la Diocesi di Fukuoka ha avviato una raccolta fondi

Giancarlo La Vella – Città del Vaticano

Continuano in Giappone le piogge torrenziali con inondazioni e smottamenti che hanno interessato ampie fasce del territorio nipponico, soprattutto la regione sud-occidentale. Il disastro naturale ha causato ad oggi 63 morti e almeno 16 dispersi. Il ministero dell'Ambiente che 92 fiumi sono esondati e si sono verificate 250 frane. Almeno 12.600 abitazioni hanno subito seri danni. In concomitanza con l'inizio del fine settimana. Ora il maltempo si sta spostando nel resto del Paese ed entro lunedì prossimo potrebbe raggiungere il versante centro e nord-orientale.

La Chiesa in aiuto della popolazione colpita

Immediata la mobilitazione di centinaia di volontari per operazioni sul terreno e in aiuto degli alluvionati. In particolare la diocesi di Fukuoka ha avviato una campagna di solidarietà per raccogliere fondi per le vittime delle inondazioni, soprattutto nell'isola principale del Giappone, Kyushu, la più colpita dal maltempo, che, dal 4 luglio, ha letteralmente spazzato via case e strade. Circa tre milioni di persone sono state evacuate in luoghi più sicuri. In un’intervista monsignor Josep Abella, vescovo della diocesi di Fukuoka, ha riferito che “i danni sono stati piuttosto gravi e, purtroppo, le forti piogge ancora continuano”. Il presule ha poi raccontato come fra le strutture danneggiate figurino pure le chiese, anche se ancora non sono disponibili informazioni dettagliate sui danni subiti dalle comunità ecclesiali e dalle istituzioni parrocchiali, e come – cosa ancor più grave - la gente abbia perso la casa, il lavoro e i raccolti. “Siamo particolarmente preoccupati per i lavoratori stranieri – ha aggiunto – che potrebbero non essere in grado di capire le istruzioni del governo nella lingua locale e che sono lontani dalle loro famiglie".

Gli ostacoli ai soccorsi dovuti al Covid

Poiché le restrizioni dovute alla diffusione della pandemia di Covid-19 non permettono di organizzare programmi di volontariato per aiutare chi ne ha bisogno, monsignor Abella ha spiegato come la Chiesa si stia adoperando per cercare “di facilitare la partecipazione delle persone ai programmi organizzati dalle autorità”. Il coronavirus ha, inoltre, reso difficile e ostacolato le operazioni di soccorso, a causa della necessità del distanziamento sociale, riducendo la capacità dei rifugi. I meteorologi riferiscono situazioni simili anche in altre parti del Paese. Il Giappone sta attraversando l’annuale stagione delle piogge, che spesso provoca inondazioni e frane, come nel 2018, quando più di 200 persone sono morte in un’alluvione devastante nella regione occidentale.

11 luglio 2020, 12:39