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Libro "Giorgio La Pira e Filiberto Guala visti da vicino” Libro "Giorgio La Pira e Filiberto Guala visti da vicino” 

Quella "managerialità" cattolica che contribuì alla rinascita

Ricordi personali per ripercorrere da un’angolatura inedita la storia dell’Italia degli Anni Cinquanta e Sessanta, rivivono nel libro “Giorgio La Pira e Filiberto Guala visti da vicino”. A firmarlo è uno dei protagonisti di quella stagione, Luigi Beretta Anguissola

Debora Donnini – Città del Vaticano

Il contributo di alcuni cattolici alla costruzione dell’Italia della rinascita, negli anni Cinquanta e Sessanta, è uno dei fili conduttori del libro curato da Alberto Beretta Anguissola che raccoglie scritti di suo padre Luigi a cui venne affidata in RAI la Direzione dei servizi giornalistici e, poi, dei Programmi televisivi e successivamente diventa vicedirettore generale. Testimonianza di un uomo che fu a contatto con due protagonisti di quegli anni come ricorda bene il titolo: “Giorgio La Pira e Filiberto Guala visti da vicino”, edito in questi giorni da Ancora Editrice. Politico e accademico, da giovane La Pira aveva vissuto per circa 10 anni nella casa della madre di Luigi Beretta a Firenze e, di Guala, Luigi Beretta fu stretto collaboratore quando questi fu presidente del Comitato INA-Casa e poi amministratore delegato in Rai prima di diventare trappista. Legami forti tanto che “il sindaco santo" di Firenze, come viene chiamato, fu padrino di Battesimo del figlio Alberto e Guala lo fu di cresima. Sono gli anni di Fanfani, di Dossetti, del Pignone quelli che tornano nei pensieri di Beretta. Ma anche della vita in RAI di Beretta con il suo stretto collaboratore Pier Emilio Gennarini. Anni anche difficili che segnarono alcune delle svolte che oggi contraddistinguono ancora il Paese.

Quel criterio vissuto che portò un contributo

Nel libro esce un ritratto di quel tempo a volte anche divertente, sicuramente per riflettere su tanti aspetti, tanto che uno dei capitoli parla di “notizie da Sgangheratopoli” ma soprattutto, come mette in risalto Alberto Beretta nell’intervista, emerge come “alla rinascita dell’Italia ma anche al boom economico, culturale, alla grande trasformazione degli anni ’60, ha dato un grande contributo questa imprenditoria cattolica, questa managerialità cattolica. Non erano dei cattolici come uno è fiorentino e uno torinese, non era questione di etichetta. Erano cristiani davvero. "La Pira - racconta - si alzava alle cinque di mattina per le lodi e la Messa, dedicò la sua tesi di laurea alla Madonna. Insomma, erano talmente impregnati di questo criterio vissuto che proprio grazie ad esso sono riusciti a dare tale contributo alla rinascita dell’Italia. Le due cose non sono separabili. Questo secondo me è un aspetto molto interessante del libro”.

Ascolta l'intervista a Alberto Beretta Anguissola:

Le schede di Guala 

Nel libro “poi ci sono queste schede scritte da Filiberto Guala già trappista, ritirato dal mondo, e per di più malato quando negli ultimi anni alle Frattocchie stava all’infermeria. Il cristianesimo di Guala è molto interessante, era come un’astronauta che guarda la terra dallo spazio e gli sembra una cosa meravigliosa. Emerge una gratitudine, come un interrotto Magnificat…”, ricorda Beretta.

Occorre voltarsi indietro per imparare

“Chi fra i cattolici attivi con zelo in questo o quel movimento, prova oggi una certa curiosità per la vita e le esperienze di questi ‘quasi santi’ formatasi in quella remota era geologica che precedette e preparò il Concilio? Ma io sono convinto che verrà un giorno in cui gli uomini avranno di nuovo capito che talvolta occorre voltarsi indietro per imparare ad andare avanti con slancio maggiore”, scrive Alberto Beretta Anguissola con parole che sono assieme il messaggio e un’esortazione ai cattolici a ricordare quella fase storica che è stata fondamentale.

Ognuno nella vita trova ciò che ci mette

Tanti anche i ricordi su La Pira a partire dall’insegnamento che Beretta padre dice di aver da lui tratto: “che tutti abbiamo dentro di noi, a nostra disposizione, una forza gigantesca…ma che dobbiamo impegnarci tutti con uno sforzo supremo ed esteso a tutta la vita per tirare fuori questa forza. Ho imparato inoltre che ognuno nella vita trova quello che ci mette”.

03 luglio 2020, 14:11