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In arrivo l'assegno unico per i figli In arrivo l'assegno unico per i figli 

L'assegno unico per i figli nel 2021? Un motore di sviluppo

La ministra Bonetti afferma che mira ad introdurre la misura nel 2021. Vincenzo Bassi, presidente della Fafce, Federazione delle associazioni familiari cattoliche d’Europa: "E' importante che le famiglie possano contare su misure finanziarie aggiuntive in base ai propri bisogni"

Alessandro Guarasci - Città del Vaticano

Sono almeno 500 le agevolazioni fiscali previste ogni anno per i contribuenti italiani. Solo una parte di queste però riguarda le famiglie, soprattutto quelle con figli o carichi di cura. Il governo ora punta all’assegno unico. Il Forum delle famiglie chiede che esso ammonti a 250 euro a figlio, mentre la ministra per la Famiglia Bonetti spera di poter attuare la misura per gennaio 2021. Una misura pensata anche per rispondere alla crisi legata al coronavirus. Per Vincenzo Bassi, presidente della Fafce, Federazione delle associazioni familiari cattoliche d’Europa, l'assegno unico "è più semplice da un punto di vista anche della politica fiscale. E poi è un vero sostegno alle politiche per la crescita di tutto il Paese". 

Ascolta l'intervista a Vincenzo Bassi

Le famiglie devono essere aiutate in base ai propri bisogni

Per Bassi "la possibilità da parte delle famiglie di poter parametrare le risorse finanziarie aggiuntive derivanti da questo assegno sulla base dei propri bisogni personali, e non sulla base di bisogni pensati dal legislatore, è molto importante". Dunque l’assegno unico può diventare anche motore di sviluppo. A condizione però che ci siano delle clausole di salvaguardia. Infatti, assieme all’assegno unico dovrebbe arrivare una riforma fiscale, che metta ordine nell’insieme di agevolazioni fiscali, e il rischio è che una parte delle famiglie ci vada a perdere. Il Forum delle famiglie chiede invece che nessuno abbia contraccolpi negativi.

In Italia la natalità continua ad essere troppo bassa

E’ urgente, in Italia e in Europa, risollevare la natalità. Dal 1945 ad oggi le nascite in Italia si sono in sostanza dimezzate, e la spesa in pensioni rappresenta quasi il 58% di tutta la spesa sociale, mentre alle politiche familiari è lasciato un misero 6.2%. Su quest’ultimo fronte l’Italia è fanalino di coda in Europa dopo la Spagna. “Non possiamo vedere nell’assegno unico uno strumento che vada ad aiutare le famiglie come fossero dei malati terminali, in questo modo ogni anno dovremmo trovare le risorse (10 miliardi circa, ndr) - continua Bassi - mentre esso va visto come una spesa per lo sviluppo, perché se cresce la famiglia cresce tutto il Paese”. Inoltre, va detto che una parte degli attuali benefici fiscali non sono sfruttati da molte famiglie, perché la procedura è spesso farraginosa.

Un sistema fiscale ingiusto con le famiglie

E poi il sistema va riformato perché, ad esempio, gli assegni familiari spettano solo ai lavoratori dipendenti e non agli autonomi. “Se poi aggiungiamo – dice Bassi  - che le famiglie, con i compiti di cui si fanno carico, fanno risparmiare lo Stato, si capisce che il sistema è ingiusto. Insomma va colmata una lacuna. Inoltre con l’assegno unico si andrebbe ad attuare la Costituzione, perché i figli andrebbero considerati non un bene privato ma beni comuni, di tutta la società. Serve uscire dalla logica della politica sociale per entrare in una logica di politica economica, perché con l’inverno demografico che stiamo attraversando tutti i parametri di Maarstricht salteranno”. 

10 luglio 2020, 16:35