Cerca

Vatican News
Coronavirus: fase 2 a Roma Coronavirus: fase 2 a Roma  (ANSA)

Un imprenditore su dieci a rischio usura per le conseguenze del lockdown

A denunciare la delicata situazione delle aziende in Italia è un rapporto di Confcommercio. Aumentano anche i rischi di infiltrazione da parte della criminalità organizzata: decisivo a questo proposito il ruolo delle associazioni antiusura

Michele Raviart – Città del Vaticano

Con le conseguenze economiche dovute al lockdown per la pandemia, in Italia aumenta il rischio per gli imprenditori di affidarsi all’usura per ripianare debiti improvvisi dovuti alla mancanza di entrate. A lanciare l’allarme è Confcommercio, secondo cui questa situazione riguarda un imprenditore su dieci. La carenza di liquidità e il calo dei consumi ha infatti messo in crisi il 60% delle imprese commerciali e di ristorazione, con costi aumentati per il 30% delle aziende, nel tentativo di far fronte alle spese di messa a norma e di sanificazione. 

Molte le richieste di aiuto

Aumenta quindi il rischio di ricorrere illecitamente al prestito di denaro. Una situazione aggravata dall’imprevedibilità di questa crisi, come spiega a Vatican News Giuseppe Lucchese, volontario della Consulta nazionale antiusura: “Da noi richieste ci sono state. Di gente che addirittura chiedeva aiuto senza rendersi conto della situazione e quindi purtroppo in uno stato di disperazione. Ed è doloroso, perché mentre la gente che viene qui in genere ha già un’idea di come rimborsare il finanziamento che chiede e magari si tratta di metterlo a punto, altri invece chiedono aiuto dicendo: 'io sono disperato, non ho soldi e li vorrei a fondo perduto.' Questo purtroppo al di là di piccole somme non è possibile”.

Il rischio di infiltrazioni criminali

L’altro pericolo è che in questa situazione di crisi la criminalità organizzata possa approfittarsi degli imprenditori, con appropriazioni anomale. Tentativi di estorsione con offerte di denaro molto inferiori al valore reale delle aziende. “La crisi economica ha una zona d'ombra dove rischia di rafforzarsi la criminalità. Le nostre imprese in difficoltà denunciano sempre più spesso usura, estorsioni e acquisizioni illecite", commenta in un comunicato il presidente di Confcommercio Carlo Sangalli. “È necessaria più rapidità per far giungere i sostegni previsti dal decreto rilancio alle aziende e irrobustirli”, spiega ancora, “solo così si combatte la criminalità e si ricostruisce un'economia sana".

L'importanza di denunciare

Nel complesso oltre due terzi degli imprenditori italiani giudica efficaci le misure di contrasto delle forze dell’ordine a questi fenomeni, anche il 60% di loro si dice preoccupato per quello che sta succedendo. In particolare il 20% del totale teme che ricorso all’usura ed estorsioni possano verificarsi nel quartiere dove lavorano. Un terzo del totale, infine, non saprebbe come affrontare una situazione del genere. Oltre all’importanza di denunciare alle forze dell’ordine questi atti criminali, sono molte le associazioni che possono fornire aiuto. “Noi siamo disponibili ad analizzare le vari situazioni per poi far ricorrere queste persone alle banche”, spiega ancora il volontario della Consulta nazionale antiusura, e soprattutto aiutare “ad andare a vedere quali sono le possibili prospettive future”.

08 giugno 2020, 14:38