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L'esame di terza media al tempo del coronavirus

Terminata la scuola con le lezioni a distanza, partono gli esami della scuola secondaria di primo grado. I ragazzi delle terze classi discuteranno on line un elaborato concordato con gli insegnanti. Una modalità rivoluzionata a causa della pandemia di Covid-19. Intanto il decreto scuola diventa legge

Giordano Contu – Città del Vaticano

Giugno è tempo di esami. Entro fine mese gli alunni delle terze classi degli istituti scolastici secondari di primo grado affronteranno l'esame di Stato secondo una modalità totalmente diversa a causa della pandemia di Covid-19. Ogni scuola definirà la data delle verifiche. Gli studenti e le studentesse delle scuole medie discuteranno on line un elaborato concordato con gli insegnanti e che è stato consegnato entro maggio. Un traguardo a cui si giunge dopo tre mesi di lezioni a distanza via internet. Questo ha stravolto la didattica tradizionale, ma ha anche consentito di arrivare alla conclusione dell'anno scolastico. Intanto sembra confermata la volontà di riaprire gli istituti a settembre e di riprendere la normale attività educativa in presenza con opportune misure di sicurezza.

Come si svolgerà l'esame

Al posto dell'esame tradizionale, costituito da tre prove scritte (italiano, inglese, matematica) e da un colloquio, gli studenti discuteranno oralmente una tesina da loro scritta. E' questo un altro effetto della pandemia di Covid-19. “Un elaborato che chiaramente è stato guidato da noi insegnanti”, spiega Maria Pia Tomassini, preside del collegio lasalliano San Giuseppe De Merode di Roma. “Noi abbiamo affidato ad ogni ragazzo un tema, sul quale abbiamo cercato di farli ragionare in merito a quelli che potevano essere i collegamenti trasversali e interdisciplinari fatti in maniera coerente e corretta”. Gli studenti poi esporranno l'elaborato in un colloquio orale, che si svolgerà on line. Le novità riguarderanno anche il giudizio finale: “Noi cercheremo di valutare non tanto i riferimenti culturali, che sono di facile reperibilità”, continua l'insegnate, “ma piuttosto le considerazioni personali contestualizzate al momento attuale”. Infine uno scrutinio finale stabilirà un voto in decimi, che terrà conto del percorso fatto nei tre anni. Per questi motivi, sostiene la preside, “non esiste più la parola esame quest'anno, perché i ragazzi verranno accompagnati al ciclo successivo”.

Ascolta l'intervista a Maria Pia Tomassini

Per i ragazzi esame sempre ad alta tensione

A pochi giorni dall'esame c'è grande attesa tra gli studenti e le studentesse. “Sono un po' in ansia, perché comunque non sarà un esame come quello degli anni passati”, racconta un allievo della terza media del collegio San Giuseppe De Merode di Roma. “Sarà qualcosa di complicato, soprattutto perché discutere davanti a uno schermo è molto più difficile che parlare faccia a faccia con un professore”. Negli ultimi giorni di scuola gli insegnanti dell'istituto lasalliano hanno dato modo ai ragazzi di ripetere oralmente la tesina. In questi ultimi tre mesi di lezioni on line imposte dal coronavirus c'è stata una sorta di presa di coscienza: “Con il passare dei giorni e delle settimane mi sono reso conto“, prosegue lo studente, “che la scuola in sé, come comunità, è una cosa molto bella, che mi piacerebbe vivere ogni giorno, ma a causa di questo virus non lo posso fare”.

Ascolta l'intervista ad uno studente dell'Istituto De Merode

Cosa succederà a settembre

L'istituto San Giuseppe De Merode non è stato colto impreparato dall'inizio del lockdown lo scorso marzo. “E' stato un trauma non indifferente” per insegnanti e alunni, dichiara la preside, “anche se noi come scuola eravamo già pronti in quanto avevamo già dato ai ragazzi un tablet in comodato d'uso. Quindi a 24 ore dalla chiusura delle scuole, la mattina dopo facevamo già lezione via internet”. Sono strumenti che poche scuole hanno potuto mettere a disposizione degli studenti. Una carenza alla quale il governo e le regioni hanno cercato di rispondere con l'acquisto di dispositivi e servizi per garantire la didattica a distanza. A settembre gli studenti dovrebbero tornare tra i banchi. Le lezioni si svolgeranno seguendo un modello di prevenzione del contagio, su cui gli istituti riceveranno istruzioni. “Noi ci siamo avvantaggiati”, prosegue Tomassini, “abbiamo sostituito tutti i banchi a due con banchi singoli. Per fortuna abbiamo aule sufficientemente grandi e quindi potremmo pensare a una ripresa assolutamente in presenza. Poi vediamo cosa succede”. Appuntamento a settembre, allora. Tra i banchi si spera.

06 giugno 2020, 12:48