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Ail e la ricerca nella cura dei tumori del sangue

Il 21 giugno si celebra la quindicesima edizione della Giornata Nazionale per la lotta contro Leucemie, Linfomi e Mieloma, organizzata dall’Ail, sotto l’Alto Patronato del Presidente della Repubblica. L'ematologo Amadori: una lotta da fare insieme

Lucas Duran - Città del Vaticano

"Molte vite ricominciano dalla ricerca": con questo tema l'Associazione italiana contro le leucemie e i linfomi rilancia l'odierna Giornata Nazionale che, come spiega il presidente di Ail, il professore Sergio Amadori, docente di Ematologia presso l’Università Tor Vergata di Roma, “è un’occasione speciale per sensibilizzare alla lotta contro i tumori del sangue, illustrare i progressi della ricerca scientifica ed essere ancora più vicini ai malati ematologici, adulti e bambini, anche in un momento come quello contraddistinto dalla pandemia di Covid–19,  che ci costringe a vivere fisicamente distanti”. “Quella contro i tumori del sangue”, aggiunge Amadori,  “è una lotta combattuta insieme dai pazienti, dalle loro famiglie e dalle équipes dei medici ematologici".

Ascolta l'intervista al professor Amadori

I progressi nelle cure e nei trattamenti grazie alla ricerca

“Soprattutto negli ultimi quindici anni”, spiega il professor Amadori “c’è stato un progresso straordinario grazie in primo luogo alle acquisizioni di nuove informazioni sulle basi biologiche di queste malattie. Oggi si è scoperto che i tumori del sangue hanno la loro base nelle alterazioni genetiche che possono essere variabili da tumore a tumore, ma sono comunque alla base dell’insorgenza della neoplasia. Una volta stabilito che c’è una base genetica, la ricerca ha consentito la messa a punto di farmaci capaci di colpire selettivamente queste alterazioni genetico molecolari che sono caratteristiche proprio delle cellule tumorali. Questo consente di ridurre l’impiego della chemioterapia, che conserva in sé, purtroppo, una tossicità non indifferente. Se si dovesse fare una stima, si può affermare che fino a 15-20 anni fa le possibilità di guarigione di un tumore del sangue, ovviamente con variazioni da tumore a tumore, potevano oscillare intorno al 30-40% dei casi. Oggi possiamo dire veramente con grande soddisfazione che si riesce a ottenere una lunga sopravvivenza e potenziale guarigione in oltre il 60% dei pazienti, con alcune punte che arrivano fino al 90%”.

Il ruolo essenziale dei volontari

Anche nel periodo più complesso della crisi legata al Covid–19 non è mai cessata l’azione costante degli oltre ventimila volontari dell’Ail a fianco dei pazienti e delle loro famiglie. In particolare sono stati potenziati le presenze ai reparti di ematologia, il supporto psicologico telefonico e le cure domiciliari per adulti e bambini. I volontari e tutto il personale Ail hanno anche collaborato all’attivazione di nuovi servizi dedicati ai pazienti come la consegna domiciliare di farmaci, della spesa e la distribuzione presso i reparti di dispositivi medici e di protezione individuale.

Le iniziative messe in campo da Ail

La sensibilizzazione in realtà è partita già venerdì scorso 19 giugno, con otto illustri ematologi a disposizione  tutta la giornata al numero verde 800 22 65 24 per domande specifiche e informazioni sul progresso della ricerca nell’ambito dei tumori del sangue. Il numero verde Ail resta comunque attivo tutto l’anno, dal lunedì al venerdì dalle ore 15:00 alle 17:00, per dare informazioni sulle malattie, sui centri di cura e sui servizi svolti dall’Associazione. In attesa, questo l’auspicio del presidente dell’Ail, che le tradizionali campagne di sensibilizzazione delle Stelle di Natale e delle Uova di Pasqua possano tornare nelle piazze di tutta Italia, segno del superamento dell’attuale crisi pandemica.

21 giugno 2020, 08:50