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Scoperto antico testo ebraico dai frammenti di Qumran

Le disposizioni per vivere lo Shabbat ai tempi di Gesù. Sono emerse dai piccoi frammenti dei rotoli di Qumran allo studio di un network di ricercatori internazionali. L'analisi su resti di pergamena grandi circa un centimetro quadrato è stata condotta tramite fotografia multispettrale

Paolo Ondarza - Città del Vaticano

Si riteneva che non ci fosse alcuna informazione scritta sui piccoli frammenti dei rotoli di Qumran, provenienti dalla collezione Reed e conservati presso la John Rylands Library di Manchester. La smentita è arrivata a seguito di un’analisi condotta attraverso la tecnica della fotografia multispettrale dal network Dispersed Qumran Caves Artefacts Archival Sources (DQCAAS), composto da Joan Taylor, docente presso il King’s College di Londra, Marcello Fidanzio della Facoltà di Teologia di Lugano e Dennis Mizzi dell’Università di Malta.

Tramite infrarossi da 24 angolazioni diverse sono state catturate immagini a colori molto dettagliate. Sotto la superficie dei minuti frammenti di pergamena, anneriti dall’umidità nel corso di due millenni, sono emersi in maniera inequivocabile i caratteri dell’alfabeto ebraico ed un riferimento allo Shabbat, il giorno dedicato dall’Ebraismo al riposo. L’incredibile ed emozionante scoperta è stata annunciata nei giorni scorsi.

Il progetto si è concentrato sullo studio delle pergamene già esaminate da un punto di vista fisico-chimico da scienziati britannici negli anni Cinquanta. Il DQCAAS ha rilevato la presenza di un testo ebraico halakhico, ovvero di natura giuridica,  di cui esistono altre copie a Qumran; si tratta del Documento di Damasco che regolava l’osservanza del Sabato da parte di una corrente del giudaismo durante la fine del cosiddetto Periodo del secondo tempio, corrispondente all’epoca di Gesù.

I frammenti di pelle animale provengono probabilmente dalla grotta 4 del deserto di Giuda, luogo caratterizzato da un clima molto secco, interrotto un paio di volte all'anno da piogge torrenziali. “E’ una grande emozione avere un’esperienza diretta con questi testi”, spiega a Vatican News Marcello Fidanzio, direttore dell’Istituto di Cultura e Archeologia delle Terre Bibliche alla facoltà di teologia di Lugano: “Si ha come la sensazione di chiudere un gap temporale e avvicinarsi all’esperienza di chi ha scritto e poi letto questi testi”. Gli studiosi proseguiranno ora nel loro lavoro di comprensione dei testi e di analisi dei materiali.

Ascolta l'intervista al prof. Marcello Fidanzio

I rotoli  di Qumran sono stati rinvenuti tra i circa 900 Manoscritti del Mar Morto a cavallo tra il 1947 e il 1956 all'interno  di grotte situate  12 chilometri a sud di Gerico. Scritti in aramaico,ebraico e greco, datano tra 150 a.C. e il 70 d.C. e sono suddivisi in testi biblici, manoscritti apocrifi e manoscritti settari. La scoperta è considerate tra le più importanti dell'età moderna.

21 maggio 2020, 11:13