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Migranti, Montenegro: “Il Vangelo ci schiera, siamo obbligati ad accogliere"

L' arcivescovo di Agrigento il cardinale Francesco Montenegro torna, nella nostra intervista, sulla cronaca, all'indomani dell'arrivo di almeno 70 persone migranti nella sua diocesi, per invitare a non alzare muri e ad accogliere. Intanto, nuova emergenza in mare: Alarm Phone ha denunciato di aver perso contatto con un'imbarcazione con 78 persone a bordo non distante da Malta. Tra loro anche 4 bambini

Andrea De Angelis - Città del Vaticano

“Non possiamo scegliere, siamo obbligati ad accogliere ed amare. In gioco è la credibilità della nostra fede. Se siamo credenti il Vangelo non ci lascia spazi, ma ci schiera”. Queste le parole del cardinale Francesco Montenegro, arcivescovo di Agrigento, nella nostra intervista all'indomani dell'arrivo sulle coste siciliane di almeno 70 persone. “Davanti ad un uomo che soffre non posso dire che domani cercherò di aiutarlo, altrimenti anche come credenti usciamo sconfitti. Ci siamo lasciati abbindolare - sottolinea il presule - dal politico che dice di cercare il bene della propria nazione, ma non so come lo si possa cercare chiudendola”.

Ascolta l'intervista al cardinale Francesco Montenegro

L'arrivo di persone migranti in Sicilia

Una nave è riuscita ad arrivare domenica a poche centinaia di metri dalla spiaggia di Palma di Montechiaro, nell'agrigentino, dove ha fatto sbarcare decine di persone migranti che hanno poi raggiunto la battigia, mentre l'imbarcazione ha ripreso il largo. Dopo l'arrivo in spiaggia, le persone si sono riversate nelle strade e nella campagna circostante, chiedendo aiuto agli abitanti del luogo. Il sindaco, Stefano Castellino, ha distribuito per primo acqua e mascherine. Gli scafisti, dunque, sono riusciti a portare autonomamente queste persone in Italia. Un fatto che pone degli interrogativi importanti sul sequestro di navi di diverse Ong, definite nel recente passato da esponenti politici europei come “taxi del mare”. Soprattutto, vista l'estate ormai alle porte, ci si interroga su come gestire il flusso di persone migranti nelle prossime settimane. Una questione che, però, non può essere definita emergenza.

Non è un'emergenza 

“Continuiamo a fingere che tutto questo sia un'emergenza, ci fa comodo. Il gioco è pericoloso - afferma l'arcivescovo di Agrigento - perché l'emergenza è l'acqua che ti do se hai sete, l'accoglienza è aiutarti a vivere. Preferisco dissetarti, ma non mi interessa se continuerai a vivere o no”. “Quando studiavo in seminario, si diceva explicatio terminorum. Dobbiamo metterci d'accordo sui termini, perché si continua a trattare la questione come un'emergenza. Se si smettesse di farlo, ci troveremmo con le spalle al muro. Credenti compresi”. “Il mare è calmo, queste persone continueranno ad arrivare”, aggiunge il cardinale Montenegro, ripetendo come “per i cristiani sia essenziale ricordare che queste persone sono esseri umani, non numeri”.

Il caso Malta

"Ho visto il video e l'ho girato subito su whatsapp al ministro dell'Interno maltese. Mi sembra assurdo che La Valletta sia coinvolta in una situazione come questa. Ho segnalato il fatto anche alla Commissione europea". Lo ha affermato ieri in un'intervista il ministro dell'Interno, Luciana Lamorgese, in riferimento al video pubblicato dal giornalista Nello Scavo su Avvenire che mostrerebbe un'imbarcazione delle forze maltesi mentre respinge persone migranti verso l'Italia. Intanto nella notte “una barca in pericolo ha contattato Alarm Phone dalla Sar maltese", ha fatto sapere sui social la piattaforma di volontari che aiuta le persone che cercano di raggiungere l'Europa attraversando il Mediterraneo. Secondo Alarm Phone, a bordo ci sono 78 uomini partiti dalla Libia, tra cui almeno 4 minori. Intorno a mezzanotte l'imbarcazione si trovava vicino alle coste maltesi, ma ora si è persa la posizione. Il timore dell'ennesimo naufragio cresce con il passare delle ore.

25 maggio 2020, 11:33