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Le Filippine colpite dal tifone Vongfong Le Filippine colpite dal tifone Vongfong  (ANSA)

Violento tifone nelle Filippine: la Chiesa in aiuto dei 200 mila senza tetto

Oltre alla pandemia di coronavirus, le Filippine fanno i conti in queste ore con il passaggio minaccioso del tifone Vongfong, che ha colpito la parte centro-orientale dell’arcipelago. Ingenti i danni alle abitazioni: forse 200 mila gli sfollati. Inagibili molti dei ricoveri per la pandemia. La vicinanza della Chiesa locale alle persone rimaste senza casa

Marina Tomarro e Giancarlo La Vella – Città del Vaticano

Nelle Filippine è piena emergenza. Come il resto del mondo, il Paese è impegnato a far fronte alla pandemia di Covid-19, ma intanto gran parte dell’arcipelago deve subire i disastri causati dal maltempo. Il tifone Vongfong, accompagnato da piogge torrenziali e da una tempesta tropicale, da ieri sta spazzando via centinaia di abitazioni e circa 200 mila persone si sono messe in salvo nei rifugi di emergenza. Il vento a 190 chilometri orari ha distrutto case, scuole chiese e siti di quarantena.

In fuga dal Covid e dal tifone

Il tifone Vongfong ha colpito in un momento in cui si ritiene che decine di milioni di filippini siano chiusi in casa a causa della pandemia. Ma decine di migliaia di persone sono state costrette a cercare rifugio fuori dalle abitazioni a causa del rischio di crolli causati dalla tempesta, hanno detto le autorità di gestione del disastro. In questa caotica situazione, riferisce padre Gianni Re, missionario del Pime a Manila, si riesce con estrema difficoltà a rispettare le norme di sicurezza per fronteggiare la pandemia, anche perché l’inagibilità di molti ricoveri destinati ai malati, non consente, nei pochi rimasti, si stima il 50%, di rispettare la norma del distanziamento sociale. 

Ascolta l'intervista a padre Gianni Re

Le autorità rinnovano continuamente le raccomandazioni di indossare sempre le mascherine, ma, affermano dalle zone colpite risulta molto difficile farle rispettare. “La gente sta subendo un forte stress”. È stata comunque assicurata la fornitura di protezioni sanitarie a chi non le ha e si cercherà di non separare le famiglie. Le Filippine sono colpite da una media di circa 20 tifoni ogni anno, che causano morte e danni estesi, contribuendo a mantenere milioni di persone in condizioni di povertà. Il più disastroso mai registrato nelle Filippine è stato il tifone Haiyan, che nel 2013 ha causato la morte di 7.300.

La Chiesa non abbandona chi sta soffrendo

Appena due giorni fa, il 14 maggio, un altro tifone, Ambo, ha devastato alcune parti della provincia del Samar orientale, provocando la morte di due persone a San Policarpo e lasciando centinaia di famiglie senza casa con danni ingenti a infrastrutture e a edifici destinati ai malati di Covid-19. Immediato l'intervento della Chiesa. "Ci uniamo al vostro dolore”, ha scritto monsignor Crispin Varquez, vescovo di Borongan, sul sito web dell’episcopato. Tutta “la diocesi sta offrendo il suo sostegno materiale e le sue preghiere”. Monsignor Varquez ha esortato le vittime a mantenere la loro fede e a non perdere mai la speranza, chiedendo a Dio di dare loro la forza. “Ricordiamoci sempre – ha proseguito – che Dio non ci abbandona mai alle nostre sofferenze”. Attraverso le sue strutture, come la Caritas e altre ong, la Chiesa è impegnata ad alleviare le sofferenza della popolazione colpita dalla doppia tragedia del coronavirus e del tifone.

16 maggio 2020, 16:21