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"Villa 31" a Buenos Aires durante la pandemia "Villa 31" a Buenos Aires durante la pandemia 

Argentina: per i "curas villeros’ la pandemia sta colpendo duramente i quartieri popolari

Per i sacerdoti degli slum argentini la diffusione della malattia sta aggravando i problemi già presenti in queste aree. Anziani e minori le categorie più a rischio

Isabella Piro - Città del Vaticano

Serve “una presenza intelligente dello Stato” nei quartieri periferici e popolari di Buenos Aires, in Argentina, a causa del preoccupante aumento dei casi di coronavirus in queste zone già di per sé vulnerabili: questo l’accorato appello lanciato dai così detti “curas villeros”, ovvero i sacerdoti che operano nelle periferie della capitale argentina. “Le soluzioni non possono più aspettare – scrivono i parroci in una nota diffusa dall’agenzia Aica – perché la pandemia rende ancora più visibili i problemi strutturali di questi quartieri”, tra cui “la carenza d’acqua”, mentre aumenta il rischio che “emergano atteggiamenti discriminatori” verso la popolazione che vi abita. “Siamo preoccupati – aggiungono ancora i ‘curas villeros’ - per la situazione di sovraffollamento e di trascuratezza delle carceri, per i limiti del sistema sanitario, per l’alto bisogno di aiuti alimentari e per le molte necessità concrete che derivano dalla perdita dei posti di lavoro informali per tante persone”. “La realtà dei licenziamenti arbitrari è preoccupante", sottolineano i sacerdoti, e si prospettano “tempi duri nella sfera sociale”. Di qui, l’esortazione anche a promuovere l’accesso ai sussidi per l’edilizia abitativa.

La missione dei "curas villeros"

Il pensiero dei parroci va poi agli anziani, ai malati che non possono stare in isolamento per “mancanza di spazio”, ai tossicodipendenti e ai minori, soggetti particolarmente a rischio a causa della pandemia. Infine, i “curas villeros” chiedono di essere “incoraggiati e rafforzati” nella loro missione di accompagnamento delle persone che vivono nei quartieri popolari. La nota dei sacerdoti è stata letta ieri, 5 maggio, in diretta sui social network in occasione della commemorazione del 46.mo anniversario dell’assassinio di padre Carlos Mugica: tra i precursori della Pastorale nelle baraccopoli di Buenos Aires, il sacerdote venne ucciso l’11 maggio 1974 davanti alla Chiesa di “San Francisco Solano”, dove aveva appena finito di celebrare la Messa.  

06 maggio 2020, 12:56