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Soumalia Cissè, leader del partito di opposizione Urd Soumalia Cissè, leader del partito di opposizione Urd  (ANSA)

Caos in Mali: rapito il leader dell’opposizione a due giorni dal voto

Soumalia Cissè è stato attaccato, probabilmente da un gruppo di jihadisti, mentre faceva campagna elettorale per le consultazioni parlamentari di domenica, confermate malgrado il coprifuoco entrato in vigore per il coronavirus

Michele Raviart - Città del Vaticano

In Mali, a due giorni dalle elezioni legislative e in piena emergenza coronavirus, è ancora incerta la sorte di Soumalia Cissè, ex ministro delle finanze e capo dell’opposizione, rapito mercoledì scorso nel centro del Paese mentre faceva campagna elettorale. Era infatti atteso nel villaggio di Koumaira, nella regione di Timbuctu, con la sua delegazione, ma non si è presentato, nè è stato possibile raggiungerlo telefonicamente.

Un morto tra le guardie del corpo

A confermare l’agguato da parte di uomini armati, in una zona in cui è forte la presenza di jihadisti legati ad Al-Qaeda, è Demba Traore, portavoce dell’ Unione per la repubblica e la democrazia, partito di Cissè. A quanto riferito una della guardie del corpo del capo dell’opposizione sarebbe morta in seguito alla ferite riportate durante il rapimento, mentre altre due sarebbero rimaste ferite.

Le ricerche del governo e dell' Onu

Il governo “sta prendendo tutte le misure possibili per trovare le persone scomparse e riportarle dalle loro famiglie”, mentre gli elicotteri della missione di peacekeeping delle Nazioni Unite in Mali stanno pattugliando la zona alla ricerca di Cissè e dei membri del suo entourage tenuti in ostaggio.

Candidato tre volte alla presidenza

Il rapimento non è stato ancora rivendicato, ma si tratta di un’azione senza precedenti a questo livello, in un Paese segnato da una grande crisi di sicurezza dal 2012, con migliaia di morti e decine di migliaia di sfollati. Soumalia Cissè è stato infatti tre volte candidato alla presidenza del Mali, e nel 2013 e nel 2018 è stato sconfitto, non senza contestazioni, dall’attuale presidente Ibrahim Boubacar Keita.

Un duro colpo alla stabilità del Paese

“Questo rapimento è un ostacolo nel cammino verso le elezioni, che sono già state rinviate di 2 anni”, spiega a Vatican News l’africanista Enrico Casale. “Avrebbero dovuto svolgersi nel 2018, ma poi per diverse ragioni non ultima la sicurezza che manca in gran parte del Paese, sono state rinviate fino al 2020”. Gli stessi jihadisti, aggiunge “lavorano per una destabilizzazione del Mali ed è chiaro che il rapimento di una personalità di spicco fa parte di questa strategia”.

Ascolta l'intervista integrale a Enrico Casale

Due i casi di coronavirus

Lo stesso Keita ha confermato le elezioni per domenica 29 marzo, nonostante il rapimento e lo stato di emergenza sanitaria in cui si trova il Paese a causa della pandemia. Due i casi confermati finora, mentre sono stati chiusi i confini terrestri del Paese ed è entrato in vigore il coprifuoco dalle 21 di sera alle 5 del mattino. “Il sistema sanitario maliano, come gran parte dei sistemi sanitari africani è molto fragile”, spiega ancora Casale, “il fatto che si sono registrati solo due casi non è significativo, perché non vengono fatte analisi approfondite e i casi potrebbero essere molti di più”. Le elezioni sono già stata rinviate e quindi si devono tenere per dare continuità al processo democratico".

27 marzo 2020, 12:57