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Bimbi siriani nei campi profughi Bimbi siriani nei campi profughi

Un milione di civili in fuga da Idlib,i traumi dei bambini

E’ uno scenario devastante quello che i rapporti delle Organizzazioni non governative rimandano della situazione dei civili in Siria, dove i minori sono le principali vittime

Francesca Sabatinelli – Città del Vaticano

Si restituisca ai bambini siriani il futuro al quale hanno diritto. E’ l’appello che da mesi viene lanciato dalle Organizzazioni umanitarie. Secondo le Ong, un milione e mezzo di civili sono stati sfollati negli ultimi mesi nella regione di Idlib, nel nord-ovest della Siria, il 60% di questi sono bambini.

Terre des Hommes chiede corridoi umanitari

Profonda preoccupazione viene espressa da Terre des Hommes Italia, dal 2006 presente in Siria, che chiede corridoi umanitari e protezione per la popolazione civile. “Solo un cessate il fuoco può evitare un’ecatombe”, dichiara Bruno Neri, responsabile dei progetti in Siria dell’Organizzazione, che attualmente lavora nel nord-est del Paese per combattere la malnutrizione acuta di bambini e donne in gravidanza o che allattano. All’interno del campo profughi di Areesha e della città di Qamishli, Terre des Hommes fornisce servizi per “migliorare l’alimentazione di neonati e bambini”, inoltre si cerca di insegnare ai piccoli a riconoscere le mine per evitare loro di toccarle.

I bambini hanno traumi che si porteranno dietro tutta la vita

Centinaia di migliaia di civili, tra loro moltissimi bambini, spiega ancora Neri, vivono ogni giorno indicibili sofferenze e provano a trovare rifugio in zone meno pericolose, a rischio della propria vita. “Questi bambini – aggiunge – hanno perso un po’ tutto. Sentono le bombe, la contraerea, non riescono a dormire, disegnano sempre situazioni di conflitto, carri armati, aerei che bombardano, sono traumi che si porteranno dietro per tutta la vita”.

Ascolta l'intervista con Bruno Neri

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04 marzo 2020, 15:50