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La Corea del Nord lancia tre missili verso il Giappone. Tokyo: “Grave minaccia”

Ad essere testati sono stati - secondo i militari di Seul - “tre proiettili ritenuti essere di corto raggio e di diverso tipo", diretti verso il Mar del Giappone. Pyongyang starebbe dunque continuando le massicce esercitazioni congiunte di artiglieria, dopo le due avvenute a cavallo tra febbraio e marzo

Andrea De Angelis – Città del Vaticano

La Corea del Nord ha sparato tre proiettili a corto raggio dopo aver minacciato di intraprendere azioni 'importanti' per protestare contro la condanna di precedenti esercizi. I militari di Seoul - nel dare la notizia - hanno specificato che i missili sono stati sparati dalla città costiera orientale di Sondok ed hanno volato ad un'altitudine massima di 50 chilometri, prima di atterrare nelle acque tra la penisola coreana ed il Giappone. Si tratta di attività - ha commentato la Presidenza sudcoreana, come riportato dall'agenzia Yonhap - che "non aiutano gli sforzi per portare la pace sulla penisola coreana". L’aeroporto militare di Sondok è lo stesso da dove la Corea del Nord ha condotto test missilistici l'anno scorso, in direzione del Mare del Giappone.

La reazione del Giappone

La risposta di Tokyo non si è fatta attendere. "L'ultima azione della Corea del Nord, oltre ai suoi ripetuti lanci di missili balistici, è una grave minaccia per la pace e la sicurezza del Giappone ed un grave problema per l'intera società internazionale" ha detto il segretario di gabinetto giapponese, Yoshihide Suga. I recenti esercizi militari, avvenuti il 28 febbraio ed il 2 marzo scorso, sono stati i primi test effettuati dalla Corea del Nord dal novembre del 2019.

"La preoccupazione è internazionale"

“I recenti test rinvigoriscono una situazione che era stata messa, diciamo così, tra parentesi dal dialogo tra Corea del Nord e Stati Uniti". Lo afferma nell'intervista a Vatican News Francesca Manenti, responsabile Ce.Si (Centro Studi Internazionali) di Asia e Pacifico. “Pyongyang vuole alzare nuovamente il tiro – aggiunge l’esperta di Asia – dopo essersi, forse, sentita messa da parte sullo scenario internazionale”. Secondo Manenti, la preoccupazione per la situazione attuale non è espressa solo dal Giappone, ma da altri Paesi, tra i quali sicuramente la Cina.

Ascolta l'intervista a Francesca Manenti

Il summit di dicembre 

Lo scorso mese di dicembre in Cina si è tenuto un vertice dei leader della Corea del Sud, della Cina e del Giappone sulla Corea del Nord. Nella città di Chengdu i colloqui hanno avuto al centro il tentativo di rafforzare il processo di distensione con Pyongyang. Soprattutto Pechino ha chiesto che ripartano i colloqui tra Washington e Seoul: il Presidente Xi Jiping ha espresso la sua preoccupazione per lo stallo dei negoziati ed ha chiesto che il dialogo non sia abbandonato.
 

09 marzo 2020, 11:46