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Yemen, primo ponte aereo per i malati di cancro

Il volo di soccorso delle Nazioni Unite ha condotto in Egitto e Giordania 8 pazienti e le rispettive famiglie per ricevere "cure specialistiche salvavita non disponibili in Yemen". La maggior parte sono donne e bambini affetti da cancro in stato avanzato e tumori celebrali

Andrea De Angelis – Città del Vaticano

Una notizia positiva dal Paese dove è in corso la più grave crisi umanitaria a livello mondiale. Una piccola luce di speranza, che permette però di accendere i riflettori in un contesto troppo spesso dimenticato, come più volte ripetuto da Papa Francesco in riferimento allo Yemen. Una guerra civile che dura ormai da cinque anni e che ha causato almeno 70.000 morti ed oltre tre milioni di sfollati. Numeri che fanno ben comprendere l’importanza di un ponte aereo per malati di cancro, il primo da tre anni a questa parte. 

La soddisfazione dell’Onu

L'inviato speciale dell'Onu in Yemen, Martin Griffiths, la coordinatrice umanitaria delle Nazioni Unite nel Paese, Lise Grande, e il rappresentante dell'Oms, Altaf Musani plaudono al lancio dell'operazione di ponte aereo medico che ha portato il primo gruppo di pazienti che necessitano di assistenza medica specializzata in Giordania. Lo affermano in una nota del Palazzo di Vetro, precisando che si tratta di trenta persone insieme ai rispettivi compagni di viaggio, partiti da Sanaa per Amman. La maggior parte sono donne e bambini affetti da cancro in stato avanzato e tumori celebrali. "L'Onu - hanno detto – farà il possibile per garantire che prosegua il ponte aereo come soluzione temporanea per ridurre la sofferenza della popolazione yemenita fino a quando non verrà raggiunta una soluzione più sostenibile nel prossimo futuro".

"Una notizia molto positiva per lo Yemen"

"La crisi in Yemen è un paradigma della nostra contemporaneità", ed in questo senso non è un caso che risulti "una guerra dimenticata". Lo afferma Giuseppe Dentice, ricercatore alla Cattolica del Sacro Cuore di Milano e dell’Ispi, esperto del Paese. Secondo Dentice, la notizia del primo ponte aereo medico è "assolutamente positiva", anche perché si inserisce in un contesto dove non mancano, negli ultimi mesi, piccoli spiragli di speranza. Tutto ciò, aggiunge, non deve far dimenticare che ancora moltissimo resta da fare, sia dal punto di vista umanitario che politico. 

Ascolta l'intervista a Giuseppe Dentice

Gli appelli di Papa Francesco 

In più di una occasione il Papa ha chiesto che non si spengano i riflettori sullo Yemen. Tra i tanti appelli del Santo Padre per la crisi umanitaria nel Paese, ricordiamo quello del febbraio 2019, dopo l’Angelus domenicale. "La popolazione – diceva Francesco - è stremata dal lungo conflitto e molti bambini soffrono la fame: il loro grido e quello dei loro genitori sale al cospetto di Dio". Il Papa chiamava in causa "le parti interessate e la comunità internazionale per il bene della popolazione". E concludeva: "Pregate per lo Yemen".
 

04 febbraio 2020, 12:08