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Coronavirus, morto in Francia il turista cinese: è il primo fuori dall'Asia

Era arrivato dalla provincia di Hubei, dove il virus è partito, il 5 gennaio. Un contagiato anche in Egitto, il primo in Africa, mentre nel mondo le vittime sono salite a 1523 e i malati sono quasi 67mila. In Cina 60 milioni di persone sono isolate, nelle 10 città più colpite. Rientrato in Italia il 17enne Niccolò, finora bloccato nel Paese asiatico

Alessandro Di Bussolo – Città del Vaticano

Il coronavirus uccide anche in Europa: la prima vittima fuori dall’Asia è il turista cinese di 80 anni, primo ricoverato in Francia, che era arrivato dalla provincia di Hubei il 5 gennaio, ed era stato ricoverato in isolamento il 25. Le sue condizioni, ricorda il ministro della Sanità francese, si erano aggravate velocemente. Intanto il ministro degli Esteri cinese Wang Yi, a Monaco per la Conferenza sulla sicurezza, ha dichiarato che "il tasso di mortalità del nuovo virus è del 2,29% in Cina e dello 0,55% fuori. Questo dimostra che la malattia è curabile". Il ministro, che ieri a Monaco ha anche incontrato il segretario per i Rapporti con gli Stati della Santa Sede Paul Richard Gallagher, ha affermato che le possibilità di crescita del suo Paese non sono compromesse e che "la Cina uscirà da questa epidemia più forte" di prima e "diventerà un'economia più sostenibile".

Vittime anche a Hong Kong, in Giappone e nelle Filippine

E' salito a quasi 67mila il numero delle persone contagiate dal coronavirus nel mondo, e a 1.523 quello dei morti. Solo ieri altre 139 persone sono morte nella provincia cinese dell'Hubei, che registra la stragrande maggioranza delle vittime, e 4 in altre province cinesi, ma i nuovi contagi sono stati 2.420, circa la metà del giorno precedente. In Cina è deceduto pure uno statunitense. C’è stata una vittima anche ad Hong Kong. Altre sono state registrate in Giappone e nelle Filippine. Ieri è stato segnalato il primo caso in Africa: un cittadino straniero positivo al test in Egitto.

Senza sintomi lo straniero contagiato in Egitto

Il ministero della Sanità de Il Cairo “ha intrapreso le misure di prevenzione del caso e sta monitorando il paziente, che è stabile", ha spiegato il portavoce Khaled Megahed, aggiungendo che non ha sintomi. Le autorità egiziane hanno notificato all'Oms che la persona contagiata è stata posta in quarantena in un ospedale. "Se verrà confermato che il primo caso registrato in Egitto, riguarda un paziente asintomatico, ciò rappresenta un buon segnale, perché significa che questo Paese ha un buon sistema di sorveglianza", ha commentato il direttore del dipartimento di Malattie infettive dell'Istituto superiore di sanità Giovanni Rezza. Purtroppo, ha aggiunto, l'arrivo di Covid-19 nel Continente africano “era temuto, visti i rapporti che esistono tra Africa e Cina, ma - ha rassicurato - questo non significa che comporti un'epidemia".

In Cina, 60 milioni di persone isolate nelle città più colpite

Nel frattempo, 60 milioni di persone restano isolate in una decina di città cinesi, le più colpite dall'epidemia. Pechino ha fatto sapere che più di 1.700 operatori sanitari sono stati contagiati, mentre sei sono morti. Il vice direttore della Commissione nazionale salute, Zeng Yixin, ha parlato di "grande preoccupazione", emettendo linee guida per la prevenzione e il controllo delle infezioni nelle strutture mediche. "E' un punto critico, gli operatori sanitari sono la colla che tiene insieme il sistema salute e la risposta all'epidemia", "dobbiamo saperne di più", ha detto il direttore generale dell'Organizzazione mondiale della sanità, Tedros Adhanom Ghebreyesus, sottolineando che l'istituto ha sviluppato linee guida e collabora con tutti i Paesi. Una missione internazionale dell'Oms arriverà in Cina nel fine settimana.

Quarantena obbligata per chi rientra a Pechino dopo il Capodanno

Le autorità cinesi hanno annunciato ieri l'imposizione di un periodo di quarantena di 14 giorni, nelle proprie abitazioni o all'interno di strutture sanitarie, per tutti coloro che fanno rientro a Pechino dopo aver trascorso un periodo di vacanza fuori città. La misura è stata adottata in vista del rientro di chi ha trascorso fuori dalla capitale il periodo di festeggiamenti per il Capodanno cinese. "Chiunque si rifiuti di accettare queste misure di prevenzione e controllo - è stato reso noto - dovrà risponderne davanti alla giustizia".

Ancora bloccati i passeggeri della “Diamond Princess”

Sono intanto sbarcati in Cambogia i passeggeri della nave da crociera “Westerdam”, dopo che Paesi come Thailandia, Giappone, Taiwan e Filippine avevano rifiutato l'accesso ai loro porti, nonostante nessun contagio fosse stato confermato. Si è invece aggravata la situazione per otto passeggeri della nave “Diamond Princess”, in quarantena fino al 19 febbraio a Yokohama, in Giappone. I 380 cittadini americani a bordo sono stati evacuati dal governo statunitense, mentre nessuno dei 35 passeggeri italiani mostra i sintomi del virus. In Giappone sono stati registrati 256 casi, di cui 218 sulla “Diamond Princess”, ed è stato registrato il primo decesso. A 11 anziani a bordo è stato consentito di lasciare la nave dopo che sono risultati negativi al test.

Niccolò in Italia, ricoverato allo Spallanzani

E’ rientrato oggi in Italia, ed è ora ricoverato all'istituto per le Malattie infettive Spallanzani di Roma, Niccolò, il 17enne italiano bloccato più volte in Cina a causa della febbre. Sarà sottoposto a un nuovo test per il coronavirus dopo i risultati negativi di quelli effettuati in Cina. Ad accoglierlo, all’aeroporto di Pratica di Mare, il ministro degli Esteri, Luigi Di Maio, che in una conferenza stampa ha rinnovato “tutta la vicinanza al popolo e al governo cinese per lo sforzo che stanno portando avanti in questo momento". E ha precisato che “il nostro lavoro nel proteggere i nostri connazionali non ci esenta dal voler dare una mano" alla Cina "per combattere questa epidemia. Siamo pienamente disponibili per qualsiasi tipo di collaborazione e di aiuto”. “Non possiamo sottovalutare gli effetti economici" del coronavirus, ha concluso Di Maio, "abbiamo recuperato un tesoretto da 300 milioni per supportare il mondo imprenditoriale italiano. E' un primo passo".

Gallagher-Wang Yi: apprezzamento per gli sforzi cinesi

Nell’incontro tra il segretario per i Rapporti con gli Stati della Santa Sede, l’arcivescovo Paul Richard Gallagher e il consigliere di Stato e ministro degli Affari Esteri della Repubblica Popolare Cinese Wang Yi, “è stato espresso apprezzamento - si legge nel comunicato della Segretaria di Stato - per gli sforzi che si stanno compiendo per debellare l’epidemia di coronavirus e solidarietà nei confronti della popolazione colpita”.  Mercoledì scorso, al termine dell’udienza generale, Papa Francesco aveva espresso la sua vicinanza rivolgendo “una preghiera per i nostri fratelli cinesi che soffrono questa malattia così crudele. Che trovino - era stato il suo auspicio - la strada della guarigione il più presto possibile”.

15 febbraio 2020, 12:17