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Intensi i controlli negli aereoporti Intensi i controlli negli aereoporti  (ANSA)

Coronavirus: oltre 1600 i morti in Cina

Salgono i numeri dei nuovi casi di contagio nella provincia dell’Hubei in Cina. Prima vittima del coronavirus a Taiwan. Si tratta di un uomo di 61 anni. Intanto in Italia si cercano soluzioni per far rientrare i connazionali bloccati sulla nave da crociera Diamond Princess, ferma in quarantena in Giappone.

Marina Tomarro - Città del Vaticano

Sono oltre 1.600 le vittime del coronavirus in Cina dopo il decesso di altre 139 persone nella provincia dell'Hubei. Nel suo aggiornamento quotidiano, la commissione sanitaria del Paese ha anche segnalato 1.843 nuovi casi di contagio. Taiwan ha annunciato oggi la prima vittima provocata dal virus. Si tratta, riporta il Global Times, di un uomo di 61 anni che soffriva anche di diabete ed epatite B. Le persone decedute fuori dalla Cina sono finora cinque: oltre a Taiwan, in Francia, Hong Kong, Filippine e Giappone. I casi di contagio confermati sono 69.266.

La situazione sulla Diamond Princess

Intanto salgono a 355 le persone positive al coronavirus sulla nave da crociera Diamond Princess, ferma in quarantena in Giappone; periodo che dovrebbe concludersi mercoledì. Lo rende noto il ministero della Sanità nipponico precisando che 38 delle 70 persone risultate positive al test, non mostravano sintomi.  Mentre gli Stati Uniti stanno organizzando il rientro dei loro connazionali, tre israeliani risultati positivi sono stati trasferiti in un ospedale nipponico. Il ministro degli Esteri italiano Luigi Di Maio, parlando a margine della conferenza sulla sicurezza di Monaco,  ha annunciato che riporterà a casa i 35 italiani che si trovano a bordo della nave. "Abbiamo predisposto un aereo militare che li andrà a prendere in Giappone", ha continuato il ministro ricordando che alcuni degli italiani a bordo fanno parte dell'equipaggio. Ancora troppo presto per ipotizzare i tempi del rientro, ma l'auspicio è che il volo parta entro la settimana. Intanto in Cambogia sono quasi mille le persone che rimangono a bordo della nave da crociera Westerman, attraccata giovedì scorso dopo essere stata respinta da cinque Paesi nel timore che ci fossero persone contagiate dal coronavirus. Le autorità sanitarie hanno deciso nuovi controlli sulle persone rimaste a bordo dopo che è risultata positiva al test in Malaysia una cittadina americana che era tra le circa 1200 persone alle quale, tra venerdì e ieri, era stato permesso di sbarcare.

Controlli serrati in porti e aeroporti

Continuano in maniera serrata anche i controlli nei porti e aeroporti italiani. Da un primo bilancio fatto dalla Protezione civile, sono oltre 1 milione e 200mila i passeggeri a cui è stata controllata la temperatura dall'inizio dello screening per il coronavirus negli aeroporti; circa 54mila i passeggeri e 20mila i membri degli equipaggi controllati dalle navi e  3300 i medici, infermieri e volontari impegnati nei controlli. Intanto dallo Spallanzani di Roma fanno sapere che Niccolò, il ragazzo italiano rimpatriato dalla Cina dopo essere stato bloccato due volte per la febbre, è risultato negativo. Il giovane completerà ora il periodo di ricovero in isolamento. Fino ad oggi sono 68 i pazienti che si sono sottoposti al test per il coronavirus, di questi 59 sono risultati negativi al test e quindi sono stati dimessi.

 

 

 

16 febbraio 2020, 13:47