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La Fiaccola di san Benedetto raggiungerà Budapest in nome della pace

Presentate oggi a Roma, presso la sede del Parlamento Europeo in italia, le iniziative delle Celebrazioni Benedettine 2020. Alla conferenza stampa hanno preso parte i sindaci delle tre città simbolo della vita del patrono d'Europa: Norcia, Subiaco e Cassino. Reso noto anche il programma del cammino della Fiaccola che sarà benedetta da Papa Francesco il 19 febbraio, e che con una staffetta di tedofori raggiungerà l'Ungheria

Emanuela Campanile - Città del Vaticano

Lontano 1500 anni, il messaggio di san Benedetto ha valicato 15 secoli di storia senza perdere il proprio vigoroso invito a edificare un ordine morale internazionale basato sulla giustizia, la pace e l'unità. Valori su cui è stata fondata l'Europa e che le città di Norcia, Subiaco e Cassino ribadiscono, anche quest'anno, 'affidandoli' alla Fiaccola benedettina "Pro Pace et Europa Una". Dal 1964, la simbolica staffetta della luce e della pace di San Benedetto è scortata sulle strade di tutta Europa da giovani tedofori. 

Il legame con San Benedetto 

Norcia, Subiaco e Cassino sono conosciute anche come le Terre di San Benedetto. La prima è la città Natale di Benedetto e della gemella Scolastica, canonizzata nel XII secolo. Subiaco, perchè è il luogo dove il Patrono d'Europa vive la sua prima esperienza eremitica; la terza, Cassino, è dove san Benedetto fonda il monastero in cui trascorre il resto della sua vita.

Anche quest'anno, le celebrazioni sono state insignite dell'Alto Patrocinio del Parlamento Europeo a firma del Presidente dell'assemblea, David Maria Sassoli che, in un messaggio letto dal sindaco di Subiaco, Francesco Pelliccia, ha sottolineato l'importanza del messaggio benedettino "mettendo in rilievo la straordinaria importanza dei valori della giustizia, della pace e la loro diffusione tra i popoli e i responsabili delle politica" e di quanto "i giovani siano fondamentali per il futuro dell'Europa". A presentare il programma, anche il sindaco di Norcia, Nicola Alemanno e di Cassino, Enzo Salera. 

Alla volta dell'Ungheria

Con una cerimonia che si preannuncia densa di significato ed emozione, la Fiaccola, sarà accesa all'interno della Basilica di San Benedetto, cuore di Norcia e simbolo del terremoto che nel 2016 ha distrutto il Centro Italia. Poi, la benedizione di Papa Francesco nel corso dell'Udienza generale di mercoledì 19 febbraio, precederà di tre giorni l'inizio - da Norcia - del cammino. Giovedì 27, invece, è prevista la partenza delle delegazioni delle tre città umbre e della staffetta verso Budapest, dove rimarrà fino al 1mo marzo. Il programma in terra ungherese sarà particolarmente ricco e scandito da incontri istituzionali, religiosi e civili.

Un gemellaggio spirituale

Tra le tappe più importanti della staffetta, c'è quella nell'Abbazia di Pannonhalma, che con l'Abbazia di Montecassino è legata da una speciale comunione di preghiera che risale al 1212. Dalla fiamma della Fiaccola saranno poi accesi i ceri che, idealmente, porteranno la luce di San Benedetto in tutti i monasteri del Paese magiaro per testimoniare l'unità e la comunione affermate nella Regola del Patrono Principale d'Europa.

Il rientro in Italia

Dopo il rientro in Italia, domenica 8 marzo la Fiaccola sarà accolta a Subiaco presso il Sacro Speco. Sabato 14, invece, a Montecassino - sulla tomba del Santo - e poi a Cassino. Da qui, scortata dai gruppi podistici delle tre città, la staffetta con la Fiaccola percorrerà proprio il tracciato del Cammino per fare rientro a Norcia la sera del 20 marzo. Nelle tre città, le celebrazioni benedettine si concluderanno in contemporanea il giorno seguente.

Paolo VI e la tradizione della Fiaccola

La lampada in bronzo portata da Papa Paolo VI nell'ottobre del 1964 in occasione della proclamazione di San Benedetto a Patrono Principale d'Europa, ha dato inizio a questa tradizione che in 56 anni ha visto la fiaccola accendersi in quasi tutte le capitali della Nazioni europee.

“Ed è perché agli uomini di oggi, a quelli che possono operare e a quelli che solo possono desiderare sia ormai intangibile e sacro l’ideale dell’unità spirituale dell’Europa, e non manchi loro l’aiuto dall’alto per realizzarlo in pratici e provvidi ordinamenti che abbiamo voluto proclamare San Benedetto Patrono e protettore dell’Europa. (Papa Paolo VI)”

14 febbraio 2020, 16:44