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Accordo tra Bambino Gesù e IBM per la ricerca e le cure anche di malattie rare

Il più grande ospedale e centro di ricerca pediatrica d'Europa e la prima azienda informatica statunitense nella storia, mettono in comune conoscenze mediche e tecnologie all'avanguardia per accelerare la diagnosi e il trattamento dei piccoli pazienti affetti da patologie gravi. L’obiettivo è sviluppare un database in grado di integrare informazioni genomiche, cliniche e di laboratorio con l’Intelligenza Artificiale

Utilizzando medicina di precisione e terapie innovative, l'Ospedale Pediatrico Bambino Gesù si prende cura di bambini e adolescenti di tutto il mondo. La missione dell'Ospedale è quella di agire da clinica e centro di ricerca di terzo livello altamente specializzato e fornire assistenza pro bono ai bambini, da qualsiasi luogo provengano. L’Ospedale opera non solo in Italia, ma anche in molti Paesi in via di sviluppo, tra cui la Repubblica Centrafricana, la Tanzania ed l'Etiopia.

L'integrazione delle competenze

L'assistenza pediatrica all'avanguardia sta producendo una quantità e una complessità di dati sempre maggiori e insieme, Intelligenza Artificiale (IA) e Cloud, possono supportare la raccolta e l'analisi di tali informazioni. Queste tecnologie innovative sono in grado di fornire informazioni utili ai medici, consentendo la realizzazione di protocolli di ricerca per migliorare la diagnosi, la prognosi e la sviluppo di nuove terapie.

“Per l’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù - afferma Mariella Enoc, presidente dell'Ospedalele - le frontiere della medicina necessariamente passano attraverso lo sviluppo della ricerca e della tecnologia scientifica. Non esiste cura senza ricerca e non c'è futuro senza ricerca. Per questo motivo - prosegue la presidente - l'integrazione delle competenze tra due aziende leader dell'innovazione nella ricerca pediatrica e nell’information technology rappresenta un grande valore aggiunto per raggiungere gli obiettivi di questa collaborazione e superare le sfide poste quotidianamente dalla scienza medica, a beneficio dei pazienti e delle loro famiglie“.

Mariella Enoc e John E. Kelly III
Mariella Enoc e John E. Kelly III

Nelle parole di John E. Kelly III, vice presidente di IBM, il valore di questa collaborazione: "Poche sfide potrebbero essere più importanti per la società, se non quella di mettere l'intelligenza artificiale al lavoro secondo modalità che potrebbero portare benefici ai bambini più bisognosi di aiuto.IBM - conclude - è onorata di poter collaborare con l’Ospedale Bambino Gesù e di contribuire ad accelerare il processo per lo sviluppo di trattamenti potenzialmente rivoluzionari per le malattie infantili rare".

Studio, diagnosi e cura dei tumori celebrari

La collaborazione tra Ospedale Pediatrico Bambino Gesù e IBM si concentrerà sui tumori cerebrali pediatrici (TCP), con l'obiettivo di sviluppare algoritmi per accelerare la diagnosi e il trattamento dei pazienti affetti da medulloblastoma. Il medulloblastoma rappresenta il 15-20% di tutti i tumori cerebrali pediatrici. L'identificazione precoce del sottogruppo di cui è affetto il singolo individuo può influenzare significativamente la scelta del percorso terapeutico più appropriato, contribuendo in ultima analisi a migliorare i risultati.

Le malattie rare

Le due aziende collaboreranno anche nell’ambito delle malattie rare (RD). Anche se rare singolarmente, queste malattie colpiscono collettivamente il 6-8% della popolazione totale dell'Unione Europea, e più di due terzi di questi disturbi colpiscono i bambini. IBM supporterà l’Ospedale nella realizzazione di un database di dati anonimizzati - incluse informazioni genomiche, cliniche, di laboratorio e di imaging - e svilupperà algoritmi che utilizzano l’IA per migliorare la resa diagnostica, accelerare la diagnosi nei pazienti affetti da malattie rare e per identificare nuovi geni della malattia e caratterizzare disturbi non ancora riconosciuti in precedenza.

 A spiegare l'importanza di questa collaborazione a livello di diagnosi precoce e cura sul fronte tumorale e su quello delle malattie rare, è il dottor Marco Tartaglia, responsabile Area di ricerca genetica e malattie rare al microfono di Gabriella Ceraso 

Ascolta l'intervista a Marco Tartaglia

Ultimo aggiornamento 28.02.2020 

27 febbraio 2020, 18:28