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Libia, il presidente Al Serraj e il generale Haftar Libia, il presidente Al Serraj e il generale Haftar  (AFP or licensors)

Libia, la Russia tenta una mediazione ma Haftar lascia Mosca

Pe Mosca serve "unire gli sforzi" compiuti dagli europei e dai vicini della Libia. La Turchia afferma che la tregua regge ma mette in guardia il generale del sedicente esercito Nazionale libico. Mercuri (Sioi): "La conferenza di Berlino potrebbe essere risolutiva con un forte ruolo della Russia e di Ankara che hanno deciso già quasi tutto, oppure la conferenza di Berlino non si farà”.

Alessandro Guarasci - Città del Vaticano

La Russia intende proseguire nei suoi sforzi per arrivare a un cessate il fuoco in Libia. Lo ha detto il ministro degli Esteri russo Serghei Lavrov, dopo il vertice di ieri a Mosca. Il generale Khalifa Haftar, che si oppone al governo di Al Serraj, ha lasciato infatti la capitale russa senza firmare la bozza di documento per arrivare a una fine delle ostilità perché “ignora molte delle richieste dell'Esercito nazionale libico". Nelle ultime ore,  il ministero della Difesa russo ha detto che Haftar prima di firmare l'intesa ha bisogno di "due giorni per discutere il documento con i leader delle tribù che sostengono l'esercito nazionale"

libico"La Russia: continueremo i nostri sforzi

Mosca continua a mediare. Non è stato raggiunto "nessun risultato definitivo" durante i colloqui a Mosca "ma gli sforzi continueranno", ha assicurato ministro degli Esteri russo Serghei Lavrov dopo il rifiuto di Haftar . Per Lavrov, Mosca propone di "unire gli sforzi" compiuti dagli europei e dai vicini della Libia, nonché quelli di Russia e Turchia, e agire così "in un'unica direzione" per spingere "tutte le parti libiche a raggiungere accordi piuttosto che sistemare le cose militarmente". In merito, il Presidente russo Vladimir Putin ha parlato con la Cancelliere tedesca Angela Merkel, anche in vista della conferenza internazionale sulla Libia a Berlino, che si dovrebbe tenere il 19. Al Cairo, al palazzo presidenziale, incontro tra il premier Giuseppe Conte e il Presidente egiziano Abdel Fattah al-Sisi.

Haftar non vuole un parlamento a Tripoli

Uno dei motivi per cui il generale Khalifa Haftar non ha firmato la bozza di accordo sulla Libia a Mosca sarebbe la concessione fatta al troncone di Tripoli del parlamento libico di sottoscrivere l'intesa. Lo ha confermato all'Ansa una fonte di alto livello dello Lna, il sedicente esercito Nazionale libico di cui Haftar è comandante generale. Il Parlamento libico è insediato a Tobruk e Bengasi ma un cospicuo numero di deputati si riunisce a Tripoli e appoggia il governo del premier Fayez al Sarraj.  La firma avrebbe "rappresentato un rischio di legittimazione di un parlamento parallelo" e quindi di "una divisione della Libia".

Per la Turchia la tregua regge

Constatiamo che la tregua a Idlib (in Siria) e quella in Libia" concordate da Turchia e Russia "sono in gran parte applicate sul terreno e le sostentiamo fino in fondo", ha detto il ministro della Difesa turco Hulusi Akar. "Vogliamo che la calma prevalga immediatamente sia a Idlib che in Libia", ha aggiunto Akar. Ma comunque, il Presidente turco Recep Tayyip Erdogan mette in guardia Haftar, affermando che gli sarà inflitta “una lezione” se le sue truppe dovessero riprendere i suoi attacchi. "Se la Turchia non fosse intervenuta, Haftar avrebbe preso il pieno controllo della Libia", dice Erdogan.

Mercuri (Sioi): mi aspettavo da Haftar una maggiore apertura

Per Michela Mercuri, docente di geopolitica alla Sioi (Società italiana per le organizzazioni internazionali) “credevo che la Russia avesse concordato delle linee da seguire. Nel momento in cui Putin decide di fare un passo così importante mi sarei aspettata da Haftar una maggiore apertura. La Russia ora potrebbe cercare di rivedere il suo alleato Haftar, per convincerlo; potrebbe poi concordare una linea con i sauditi e con gli Emirati una linea comune per farlo ragionare. Nei fatti comunque la Russia resta un attore determinante nel contesto libico. Sulla conferenza di Berlino, essa potrebbe essere risolutiva con un forte ruolo della Russia e della Turchia che hanno deciso già quasi tutto, oppure la conferenza di Berlino non si farà”. 

Ascolta l'intervista a Michela Mercuri
14 gennaio 2020, 11:27