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Iraq, Natale senza decorazioni in solidarietà dei manifestanti

Il Patriarcato caldeo annuncia l’annullamento dei festeggiamenti natalizi in rispetto delle vittime delle manifestazioni di piazza

Francesca Sabatinelli – Città del Vaticano

In Iraq sarà un Natale senza luci, senza decorazioni, senza alberi, senza celebrazioni di piazza, si svolgerà solo la Messa di Natale per pregare per la pace, per le vittime delle manifestazioni, civili e militari, per i feriti, per tutti gli iracheni al di là dell’appartenenza religiosa. E’ la decisione annunciata dal Patriarcato caldeo, che intende così “mostrare solidarietà con i martiri di Baghdad, con quelli di Najaf, di Nassiriya e di molte altre città”, spiega mons. Basilio Yaldo, vescovo ausiliare di Baghad, con riferimento alle circa 400 persone rimaste uccise negli scontri con le forze di sicurezza durante le proteste contro il governo accusato di corruzione e di essere all’origine della grave crisi economica nel Paese.

Si chiedono donazioni per rifornire gli ospedali di farmaci

Il Patriarcato chiede quindi donazioni per poter acquistare farmaci da donare agli ospedali, come già fatto un mese fa, quando il patriarca, il cardinale Louis Raphael Sako, accompagnato dallo stesso mons. Yaldo, si è recato in piazza Tahrir, a Baghdad, per portare così l’ appoggio concreto della chiesa irachena ai manifestanti lì radunati. “La speranza del patriarcato – spiega ancora Yaldo – è di vivere insieme, di tornare alla pace , di essere un nuovo Paese, dove tutti possano vivere con dignità e in fraternità”.

 

A Natale i sacerdoti pregheranno per la pace in tutta la regione

Per questo è stato chiesto ai sacerdoti iracheni di pregare durante il Natale per la pace, con il pensiero rivolto anche al Libano, alla Siria, allo Yemen, ma soprattutto perché in Iraq ci sia il cambiamento grazie a persone che amano il Paese. “Speriamo che ciò avvenga – è l’augurio di mons. Yaldo – il premier si è dimesso (Adil Abdul-Mahdi, ha lasciato il 1° dicembre scorso ndr) ma i manifestanti continuano a chiedere i loro diritti basilari. Noi abbiamo la speranza che si cambi per il meglio”.

Ascolta l'intervista a mons. Basilio Yaldo
04 dicembre 2019, 16:59