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Per un mondo senza la pena di morte

L'abolizione della pena capitale al centro dell'incontro Internazionale dei ministri della Giustizia promosso dalla Comunità di Sant'Egidio

Davide Dionisi - Città del Vaticano

“Prepariamo la strada: sconfiggiamo l’odio. Per un mondo senza la pena di morte”. E’ il tema scelto dalla Comunità di Sant’Egidio per il 12esimo Incontro Internazionale dei ministri della Giustizia. Guardasigilli e rappresentanti di oltre 20 Paesi sia abolizionisti che mantenitori, provenienti da diversi continenti, hanno discusso questa mattina alla Camera dei Deputati su come giungere ad una progressiva liberazione del mondo dalla pena capitale

La pena capitale è la sintesi della disumanizzazione

“Noi siamo qui radunati a parlare contro la pena di morte perché è il nostro modo per opporsi alla cultura di morte più in generale e per mostrare il bene della vita. Il contagio del bene si comunica facendolo vedere, mostrandolo. Il conformismo conviene solo ai violenti” ha detto Marco Impagliazzo, presidente della Comunità di Sant’Egidio. “La pena capitale rappresenta la sintesi della disumanizzazione a cui opporsi: è una pena irreversibile, viene data dai poteri pubblici che dovrebbero difendere la vita, assomiglia a una vendetta, si basa sulla reciprocità con il male, lancia alla società un potente messaggio di legittimità della ritorsione” ha aggiunto.

Per una giustizia riparativa, non distruttiva

“Nessuna sofferenza del colpevole risarcirà veramente la vittima; anzi, abbiamo bisogno di misure che impediscano che il male venga ripetuto, strategie per ridurre i reati e la violenza. L’odio è una forza potente che non distrugge solo chi lo riceve, ma inquina e avvelena la società intera” ha sottolineato Milena Santerini, docente alla Cattolica di Milano e vice presidente della Fondazione Memoriale della Shoah durante il suo intervento. “Solo una giustizia riparativa e non distruttiva potrà interrompere il circolo vizioso della violenza e dell’odio e impedire che il male venga raddoppiato” ha rilevato.  

No alla cultura dell’odio

Durante il forum si è anche discusso inoltre su come giungere ad una progressiva abolizione della pena capitale e di come contrastare anche le esecuzioni extragiudiziali e i linciaggi, provocati spesso dalla diffusione di un linguaggio e di una cultura dell’odio, vero nemico da sconfiggere per umanizzare le società e liberarle dalla violenza.

Leadership illuminate per evitare altre esecuzioni

Secondo Mario Marazziti della Comunità di S. Egidio “L'uccisione intenzionale di qualcuno è sempre sbagliata. Lo è ancora di più se a farlo è lo stato. La morte di un colpevole aggiunge solo un'altra morte a quella già avvenuta. Insomma, la pena di morte non fa che creare nuove vittime”. Marazziti ha lanciato poi un appello: “La risposta di una leadership illuminata, che ha il coraggio di guidare il suo popolo, e di non seguire i sondaggi, può essere questa: Non saremo mai come gli assassini, mai come loro, mai morte, sempre vita”.

L’iniziativa delle "Città per la vita"

L’iniziativa ha avuto il supporto delle oltre 2.000 “Città per la Vita” che illumineranno i loro monumenti il 30 novembre prossimo, giorno in cui si ricorda la prima abolizione della Pena di Morte ad opera di uno Stato, il Granducato di Toscana, nel 1786. A Roma, per l’occasione, sabato 30 novembre, a partire dalle ore 18 , si svolgerà un evento pubblico davanti al Colosseo.

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12esimo incontro Internazionale dei ministri della Giustizia
29 novembre 2019, 12:00