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Gli effetti dei raid israeliani su Gaza Gli effetti dei raid israeliani su Gaza  (AFP or licensors)

Durata poche ore la tregua tra Israele e jihadisti di Gaza

Sono ripresi i raid aerei a seguito di nuovi lanci di razzi dalla Striscia. Intanto emerge la notizia di una famiglia intera uccisa dalle bombe in una zona centrale della Striscia

Fausta Speranza - Città del Vaticano

Il cessate-il-fuoco dichiarato all’alba di ieri non ha portato ad un negoziato, come si sperava. Nella notte, confermati attacchi contro obiettivi della jihad islamica a Gaza in conseguenza della ripresa dei lanci di alcuni razzi contro Israele, ieri in giornata. La tregua era giunta dopo due giorni di combattimenti in cui, secondo associazioni per i diritti umani, sono rimasti uccisi 34 palestinesi, tra cui 16 civili. In queste ore restano chiuse le scuole nel sud di Israele.

Intanto fonti militari israeliane si sono pronunciate parlando di “errore” a proposito del bombardamento che ha provocato la morte di genitori e figli – otto persone - della famiglia Abu Malhus, nella notte tra mercoledì e giovedì a Deir el-Balah. Erano in un edificio che secondo il portavoce militare di Tel Aviv risultava vuoto. Ieri la radio militare israeliana aveva detto che il capo di famiglia Ramsi Abu Malhus era il responsabile per conto della Jihad islamica del lancio di razzi. Oggi si parla di errore di identificazione.
 

15 novembre 2019, 14:09