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Vatican News
Lavoratori dei campi in Yemen Lavoratori dei campi in Yemen  (ANSA)

Il ruolo chiave della comunicazione per lo sviluppo dei popoli

Nella Giornata mondiale dell’informazione sullo sviluppo, l’Onu richiama la necessità di incrementare la cooperazione internazionale

Roberta Gisotti – Città del Vaticano

"Le tecnologie dell'informazione e della comunicazione sono in grado di fornire nuove soluzioni alle sfide dello sviluppo” e “possono promuovere la crescita economica, la competitività, l'inclusione sociale”. Nasce da queste motivazioni la decisione dell'Assemblea generale di istituire, nel 1972, la Giornata mondiale dell'informazione sullo sviluppo, per richiamare l'attenzione del mondo sulla necessità di rafforzare la cooperazione internazionale, tanto più urgente nell’attuale contesto di globalizzazione e interdipendenza economica degli Stati. Per questo fu scelta la data coincidente con la Giornata delle Nazioni Unite, a sottolineare il ruolo centrale dello sviluppo dei popoli nella missione dell’Onu.

La cooperazione internazionale priorità dell’Onu

Fin dall’entrata in vigore dello Statuto delle Nazioni Unite, il 24 ottobre 1945, fu infatti posta la priorità di "realizzare la cooperazione internazionale per risolvere i problemi internazionali di carattere economico, sociale, culturale o umanitario e per promuovere e incoraggiare il rispetto dei diritti umani e delle libertà fondamentali per tutti, senza distinzione di razza, sesso, lingua o religione". 

Lo sviluppo sostenibile nel rispetto dell’ambiente

La comprensione globale di progresso è poi cambiata nel corso degli anni e i Paesi hanno convenuto che lo ‘sviluppo sostenibile’ offre la strada migliore per migliorare la vita delle persone ovunque, laddove prosperità, opportunità economiche e maggiore benessere sociale siano coniugati con il rispetto e la protezione dell'ambiente.

La poca consapevolezza dei risultati ottenuti

L'Onu ritiene ancora oggi che migliorare la diffusione dell'informazione e mobilitare l'opinione pubblica, in particolare tra i giovani, porterà ad una maggiore consapevolezza dei problemi dello sviluppo, promuovendo così gli sforzi nell'ambito della cooperazione internazionale. C’è infatti poco consapevolezza dei risultati raggiunti.

Servono maggiori risorse finanziarie

Solo 20 anni fa circa il 40 per cento della popolazione dei Paesi in via di sviluppo viveva in condizioni di estrema povertà. Da allora, il mondo ha dimezzato la povertà estrema e gli obiettivi di sviluppo del millennio delle Nazioni Unite, anche se ancora lontani da raggiungere, hanno contribuito notevolmente a questo progresso. Da qui la volontà di aggiornare e rilanciare gli obiettivi nell’Agenda per lo sviluppo sostenibile, fissati entro il 2030, coniugati con l’emergenza dei cambiamenti climatici. Se sulla carta tutti sono d’accordo per raggiungere l’ambizioso traguardo di liberare il mondo dalla fame e dal sottosviluppo ciò che manca sono però le adeguate risorse finanziarie.

Creare consenso nelle pubbliche opinioni

Da qui l’importanza di creare consenso nelle pubbliche opinioni degli Stati ed allagare la partecipazione dei popoli alle politiche di sviluppo nei Paesi più poveri, ricorrendo soprattutto oggi alle nuove tecnologie dell’informazione e comunicazione digitale. L’uso effettivo di questi strumenti da parte dei governi – sollecita l’Onu – può aiutare le popolazioni a beneficiare dei propri diritti sociali e le istituzioni pubbliche ad essere vigili e reattive nell’intercettare e dare risposta ai bisogni sociali, favorendo società ‘trasparenti’, che offrano servizi a tutti i cittadini e pari opportunità a uomini e donne.

Le Nazioni Unite siamo noi

Potremmo dire: ‘le Nazioni Unite siamo noi’ se la spinta per recepire quando viene propugnato dall’Onu per il bene dell’umanità - nelle risoluzioni dell’Assemblea generale, nelle attività delle tante agenzie, negli innumerevoli trattati e convenzioni internazionali - salisse dal basso delle pubbliche opinioni verso i governi e gli organi decisionali degli Stati, perché mantengano gli impegni presi sulla carta, troppo spesso ignorati e sacrificati sull’altare di poteri ed interessi e particolari.

24 ottobre 2019, 07:00