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Il premier britannico Johnson al dibattito sulla Brexit Il premier britannico Johnson al dibattito sulla Brexit 

Brexit, Johnson al Parlamento: "E’ il tempo di decidere"

Il premier britannico ha detto no a ogni ipotesi di un ulteriore rinvio della Brexit oltre il 31 ottobre, ma gli ex Tory presentano un emendamento. Ai nostri microfoni Antonio Villafranca dell'Ispi - Istituto di studi di politica internazionale

Alessandro Guarasci - Città del Vaticano

Ore decisive per la Brexit. Il premier Johnson chiede al Parlamento di approvare l'accordo da lui raggiunto con l'Ue e avverte la Camera dei Comuni che "ora è arrivato il tempo" di decidere. Stasera il voto da parte dell’aula di Westminster.

Il dibattito a Westminster

Johnson ha detto no a ogni ipotesi di un ulteriore rinvio della Brexit oltre il 31 ottobre, anche in risposta a un emendamento presentato oggi. Un rinvio sarebbe "insensato, costoso e corroderebbe profondamente la fiducia pubblica", ha affermato il premier in apertura del dibattito sull'accordo di divorzio dall'Ue da lui raggiunto con Bruxelles. Un altro rinvio dopo tre anni e mezzo di attesa non ha senso, ha insistito, quando sul tavolo c'è "un nuovo grande accordo" che può essere approvato.

La voce dei laburisti

Ma l’opposizione ribadisce il suo no. "Questo governo non può essere creduto e noi non ci faremo ingannare". Così il leader dell'opposizione laburista britannica Jeremy Corbyn rispondendo, alla Camera dei Comuni, al premier conservatore Boris Johnson nel dibattito sull'accordo sulla Brexit. Accordo che Corbyn ha denunciato come dannoso "per l'economia" del Paese, per "i diritti dei lavoratori e per l'ambiente", invitando il Parlamento a respingerlo. Corbyn avanza inoltre che il sospetto che l'intesa non garantisca neppure con sicurezza di scongiurare un possibile no deal. Per Corbyn il nuovo accordo è peggiore di quello attuale. L'emendamento pro rinvio presentato da deputati ex Tory ribelli, guidati dall'ex ministro Oliver Letwin, e dall'opposizione britannica, è stato ammesso al voto nel dibattito.

Il parere dell'Ispi

Per Antonio Villafranca, responsabile del desk Europa dell’Ispi, “i colpi di scena in questa vicenda non sono esclusi. E’ veramente tutto appeso un filo. Nazionalisti scozzesi e unionisti nordirlandesi restano contrari ma 7-8 laburisti potrebbero votarlo. In caso di un no, la legge britannica obbliga il premier a chiedere un rinvio, ma bisogna vedere le condizioni di Bruxelles”.

Ascolta l'intervista ad Antonio Villafranca
19 ottobre 2019, 12:22