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Il Presidente del Centrafrica Faustin-Archange Touadera incontra Papa Francesco in Vaticano Il Presidente del Centrafrica Faustin-Archange Touadera incontra Papa Francesco in Vaticano  (ANSA)

A Madrid il Presidente del Centrafrica: il Papa ha amore per l'Africa

Al convegno internazionale di Madrid della Comunità di Sant’Egidio, il capo dello stato centrafricano Faustin Archange Touadera afferma che il Papa ha molto amore per l'Africa, particolarmente per il Centrafrica, dove ha voluto aprire la Porta della misericordia

Francesca Sabatinelli - Madrid

Non ci sarà stabilità e sviluppo dell'Africa senza l'Europa e non ci sarà stabilità e sviluppo dell'Europa senza l'Africa. La voce del continente africano si è levata a Madrid, al convegno internazionale della Comunità di Sant'Egidio 'Pace senza confini'. E' quella di Faustin Archange Touadera, Presidente della Repubblica Centrafricana, un Paese che sembrava condannato alla frammentazione e alla violenza e che invece ha trovato la sua identità nel processo di pace. “Nella sua prima visita in Centrafrica – ha detto - Papa Francesco ha fatto un gesto importante che ha suscitato l’adesione di tutta la popolazione centrafricana”. “Per quanto mi riguarda - ha poi sottolineato Touadera – voglio abolire la pena di morte. Sarebbe un segno di pacificazione, il segno di un Paese che entra definitivamente in una nuova fase storica”. Altre tre prospettive, avverte il Presidente, possono nel frattempo rendere più solida una visione “eurafricana”: il sostegno al disarmo (Touadera si è impegnato a “riabilitare” il suo Paese in questo senso), progetti contro il cambiamento climatico (altrimenti “le conseguenze saranno le guerre e le migrazioni”), il diritto alla salute con l'accesso alle cure mediche per tutti, fermare ovunque la pena di morte (“L'Europa ha una grande tradizione e il continente africano si sta muovendo sempre più nella giusta direzione”). Touadera ha detto ai microfoni di Vatican News di essere venuto a Madrid come pellegrino per portare la sofferenza, le speranze e la sete di pace del popolo centrafricano.

R. – Dal 2013 il popolo centrafricano sta soffrendo una crisi e oggi stiamo lavorando per uscire da questa crisi. E’ stato firmato un accordo politico di pace che ha suscitato molta speranza tra la popolazione. Questo accordo porta anche molte sfide e venendo qui la speranza è di condividere e che insieme possiamo accogliere queste sfide per la popolazione centrafricana perché se c’è la pace nella Repubblica Centrafricana questa pace si diffonda anche intorno alla Repubblica centrafricana. Il nostro messaggio è anche ringraziare la comunità di Sant’Egidio e Papa Francesco che durante la sua prima visita in Africa ha fatto un gesto importante che ha suscitato l’adesione di tutta la popolazione centrafricana.

Lei ha detto anche che il Papa abbia una predilezione per il continente africano…

R. – Il Papa ha molto amore per l'Africa, particolarmente per il Centrafrica, dove ha aperto la Porta della misericordia: è stato un segno importante, un messaggio importante per la repubblica centrafricana

Tra i punti importanti da affrontare lei ha indicato soprattutto la pace e il disarmo e la fine della pena di morte…

R. – Nel Paese ci sono molte armi, ci sono molti gruppi armati. La nostra preoccupazione oggi è che lottare contro l’insicurezza significa disarmare i gruppi armati. E’ una sfida importante su cui stiamo lavorando. Per quanto riguarda la pena di morte, abbiamo manifestato la nostra volontà (di abolirla) da molto tempo, già quando ero primo ministro, e oggi nel Paese nessuna pena capitale è stata decisa dal tribunale da tanto tempo: stiamo lavorando perché nella Repubblica centrafricana sia definitamente abolita.


 

16 settembre 2019, 14:27