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Vatican News

Kashmir pakistano colpito dal terremoto

La scossa di magnitudo 5.8 ha provocato almeno 30 vittime accertate e oltre 400 feriti, di cui molti in gravi condizioni. Strade crollate, edifici collassati. Le operazioni di soccorso rese difficili dalle ingenti piogge che si sono abbattute sulla regione. Allestiti i primi campi di raccolta

Almeno 32 vittime e oltre 400 persone ferite, la maggior parte in condizioni critiche: questo il bilancio aggiornato della potente scossa di terremoto che ieri ha colpito il Pakistan settentrionale, al confine con l’India. Le autorità riportano che al momento le linee telefoniche sono sospese nelle aree rurali, a causa della mancanza di elettricità. Nel frattempo il luogotenente generale Mohammad Afzal, a capo dell’Autorità per la gestione dei disastri naturali (Ndma), fa sapere che le operazioni di soccorso sono all’opera e la situazione è sotto controllo ma a renderle difficili sono le ingenti piogge che si sono abbattute sulla regione. 

Edifici crollati e strade sgretolate

Il sisma di magnitudo 5.8 della scala Richter (in precedenza si era parlato di 6.3) è stato localizzato ad una profondità di 10 km nel distretto di Mirpur, nell’area del Kashmir controllato dal Pakistan. La scossa – riporta l’Agenzia AsiaNews - ha provocato ingenti danni sia nella provincia di Azad Jammu e Kashmir che in quella del Punjab. Mohammad Tayyab, commissario della divisione di Mirpur, riferisce che centinaia di edifici sono crollati e numerose strade si sono sgretolate, inghiottendo macchine e motociclette.

Partiti i primi soccorsi alla popolazione

Al momento, decine di feriti sono ricoverati al Divisional Head¬quarters Hospital della città colpita, mentre altri sono stati trasportati nelle strutture sanitarie di Mangla e Rawalpindi, vicino la capitale Islamabad. Il gen. Afzal riferisce che nelle aree colpite dal terremoto sono state distribuite 200 tende, 800 coperte, 200 cucine da campo e 100 kit di pronto soccorso. Il dipartimento sanitario del Punjab ha inviato 20 ambulanze di volontari, squadre mediche, sei veicoli per il recupero di feriti e vittime e 100 persone specializzate nelle operazioni di soccorso. Il premier Imran Khan, che si trova a New York per l'Assemblea generale dell'Onu, ha espresso il proprio dolore per le vittime e ha disposto l'immediata assistenza alla popolazione in difficoltà. 
 

25 settembre 2019, 12:59