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 Uno striscione della Comunità di Sant'Egidio in Piazza san Pietro Uno striscione della Comunità di Sant'Egidio in Piazza san Pietro  (Vatican Media)

“Pace senza frontiere”, a Madrid l’annuale incontro della Comunità di Sant’Egidio

Leader religiosi di tutto il mondo e di tutte le fedi, ospiti internazionali di respiro culturale e politico: saranno loro a dar vita all’incontro ‘Religioni e culture in dialogo’ a Madrid, da domenica 15 a martedì 17 settembre. Un appuntamento annuale organizzato dalla Comunità di Sant’Egidio, quest’anno dedicato alla “Pace senza frontiere”

Francesca Sabatinelli – Città del Vaticano

Si ritroveranno in Spagna, tra poche ore, gli amici decennali dell’incontro che Sant’Egidio porta avanti dal 1987, dopo aver preso il testimone dello Spirito di Assisi, nato nel 1986, quando San Giovanni Paolo II convocò una Giornata mondiale di preghiera per la pace, a cui parteciparono i rappresentanti di tutte le grandi religioni mondiali. Quest’anno a ritrovarsi a Madrid saranno oltre 300 leader religiosi, rappresentanti di istituzioni e del mondo della cultura che si confronteranno sulle sfide da affrontare per rendere possibile un mondo libero da violenza e razzismo. Tra gli ospiti, per citarne alcuni: il presidente della Repubblica Centrafricana Touadéra, il rabbino capo di Tel Aviv Meir Lau, l’economista statunitense Jeffrey Sachs, il rettore dell’università di Al-Azhar Mohammad Al-Mahrasawi, il fondatore della Comunità di Sant’Egidio Andrea Riccardi, l’ambientalista indiana Vandana Shiva, l’europarlamentare Pietro Bartolo, il presidente della Conferenza Episcopale Italiana cardinale Gualtiero Bassetti, l’arcivescovo di Bologna, Matteo Zuppi, che il prossimo 5 ottobre verrà creato cardinale dal Papa.

La presentazione dell'evento a Madrid

Oggi pomeriggio a Madrid si è svolta la conferenza stampa di presentazione del cardinale di Madrid Carlo Osoro Sierra e del presidente della Comunità di Sant’Egidio Marco Impagliazzo. “A 30 anni dalla caduta del muro di Berlino – spiega Impagliazzo – vogliamo dire “Pace senza frontiere”, perché oggi c’è un clima di paura generato da tanti fenomeni internazionali”.

Ascolta l’intervista a Marco Impagliazzo

R. – Trent'anni fa cadeva un muro che aveva diviso il nostro continente europeo e quella caduta aveva creato moltissime aspettative, molte di queste sono state realizzate. Il problema è che poi, negli anni successivi, i popoli, i Paesi, per una serie di motivi si sono nuovamente rinchiusi dietro frontiere, dietro muri, come sta avvenendo nel Mediterraneo rispetto ai migranti, oppure tra Stati Uniti e Messico, oppure se si pensa a tanti altri muri, invisibili e non, che separano le etnie, le religioni, che separano i popoli in altre parti del mondo. Ci sono state una serie di crisi, c’è stato il terrorismo che ha spaventato il mondo, poi c’è stata la crisi economica che ha travolto tanti Paesi e che ha portato le persone un po’ a rinchiudersi in se stesse e a credere che la salvezza potesse essere fare di casa propria una fortezza. L’incontro di Madrid vorrebbe invece dimostrare che c’è bisogno che ognuno abbia una sua casa, ma che questa casa può avere le porte aperte, perché soltanto aprendosi si può vivere in un futuro di pace.

A Madrid si ribadirà ciò che questi incontri sottolineano ogni anno: non si uccide nel nome di Dio. Le religioni sono chiamate – lo avete spiegato molte volte – a essere un collante tra gli uomini. Come parleranno le religioni a Madrid?

R. – Penso che i problemi del mondo stanno diventando generali, riguardano la salvezza di tutti. Pensiamo alla questione ecologica, alla questione ambientale: che cosa significa oggi dividerci sul nome di Dio mentre il nostro mondo sta andando a fuoco nelle foreste dell’Amazzonia? Molti popoli sono travolti già ora dalla crisi ambientale, perché quello che magari per noi europei è un problema che vediamo proiettato sul domani, per molti popoli, come ha dimostrato il Papa nel viaggio in Africa recentemente, è il problema dell’oggi: è oggi che ci sono i cicloni, è oggi che tante città rischiano di essere sommerse dall’acqua, è oggi che le foreste vengono tagliate e manca tutto quel microclima che le foreste stesse creano. Quindi, è oggi che c’è una crisi ambientale che provoca milioni di migranti nel mondo. Quindi, dividersi oggi nel nome di Dio mentre la casa comune brucia sarebbe stolto.

 

Ambiente, dialogo, problemi sociali attraverseranno questi giorni di incontri a Madrid. E si parlerà anche di fratellanza umana, ci sarà un panel dedicato all’importante documento firmato ad Abu Dhabi da Papa Francesco e dall’imam di Al-Azhar…

R. – Sì, esatto. Abbiamo voluto focalizzare uno dei panel proprio su questo tema invitando il neo-cardinale Ayuso Guixot, che è il presidente del Pontificio Consiglio per il dialogo interreligioso, ed è uno dei protagonisti della vicenda di Abu Dhabi e del Documento sulla Fratellanza umana. Sant’Egidio da tanti anni lavora su questo e ha fatto sì che lo spirito di Assisi crescesse tra le religioni, il documento di Abu Dhabi ha dato un’ulteriore forza a questi incontri perché ha inserito nuovi contenuti e nuove prospettive che, naturalmente, hanno bisogno ora di essere allargate alle altre religioni, a partire dal documento firmato dal Papa e dal Grande Imam di Al-Azhar.

Dal punto di vista religioso ci saranno molti leader, e poi uomini di cultura, politici. Quali argomenti porteranno sul tavolo dell'incontro a Madrid?

R. – Naturalmente il tema dei migranti, che sarà sviscerato da un punto di vista politico, ma anche di prospettive giuridiche per creare nuovi corridoi umanitari, nuove vie di accesso per i migranti che oggi sono loro precluse. Oppure tante storie che riguardano la sofferenza di queste persone. Parleremo poi di che cosa significa costruire la pace giorno per giorno. C’è un panel dedicato al lavoro delle donne, donne protagoniste di percorsi di pace in varie parti del mondo. C’è un panel dedicato al disarmo e alla non violenza. Ce n'è uno dedicato ai bambini, i bambini che chiedono pace, quindi una particolare attenzione ai più piccoli, al tema dell’educazione, alla pace. Non mancheranno i temi sul Mediterraneo, siamo a Madrid, in Spagna, cuore del Mediterraneo. Poi d’Europa, del bisogno che c’è oggi di vedere un’unità basata su antichi valori ma anche su nuovi valori. E poi panel che vorrebbero comprendere come si fa nel nostro mondo a uscire dal pregiudizio, dal razzismo e da altre tendenze che dividono le persone e dividono i popoli. Così come cosa significa vivere insieme nella città globalizzata. Insomma, tanti temi in cui saranno coinvolti, come lei diceva, non soltanto personalità del mondo religioso, ma anche intellettuali, uomini e donne di buona volontà che non sono credenti, ma che porteranno un grande contributo perché lo spirito di Assisi ormai si è allargato al di là del mondo religioso ed è giusto che sia così, perché tutti abbiamo il diritto e il dovere di partecipare a un futuro di pace per il nostro mondo.

13 settembre 2019, 16:05