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Migranti a bordo di un'imbarcazione in viaggio verso Lampedusa Migranti a bordo di un'imbarcazione in viaggio verso Lampedusa  (AFP or licensors)

Immigrazione. Don Argento: siamo chiamati ad accogliere

Continuano i cosiddetti sbarchi fantasma di migranti a Lampedusa e sulla costa meridionale della Sicilia. Intanto Frontex si difende dalle accuse di violazioni dei diritti umani dei migranti.

Giancarlo La Vella – Città del Vaticano

Arrivano a decine su piccole barche non intercettate da nessuno. Iniziative di gruppi di migranti che, sembra, nulla hanno a che fare con scafisti o ong. In 40 sono sbarcati ieri pomeriggio sulla costa agrigentina. Altri 48 i migranti arrivati a Lampedusa. Alcuni di loro, disidratati e con difficoltà respiratorie, sono dovuti ricorrere alle cure mediche. Il gruppo di Lampedusa ha raccontato che, partiti dalla Libia, durante il viaggio alcune persone, tra cui un bambino di 5 mesi e un uomo, sarebbero caduti in mare. Ma parlano anche di un numero ben più alto di persone che non ce l’ha fatta. Non hanno invece ancora un porto dove sbarcare i 121 a bordo della Open Arms, battente bandiera spagnola, che continua a navigare vicino Lampedusa in acque internazionali. Nessun Paese europeo ha dato l’assenso allo sbarco. Intanto, l’agenzia europea Frontex respinge le accuse di presunte violazioni dei diritti umani dei migranti, durante i rimpatri, e per non aver fermato gli abusi sui migranti in Bulgaria, Ungheria e Grecia.

Il commento del parroco di Porto Empedocle

Sugli sviluppi del fenomeno immigrazione abbiamo raccolto il commento di don Leopoldo Argento, parroco a Porto Empedocle, nell’arcidiocesi di Agrigento, proprio sulla costa meridionale della Sicilia.

Ascolta l’intervista a don Leopoldo Argento

R. – Credo che non ci siano legge o porti chiusi che possano fermare il flusso migratorio: è un fenomeno che c’è sempre stato e che ci sarà sempre. Per cui noi dobbiamo attenderci un aumento del fenomeno. Sicuramente ne sbarcheranno molti altri, e forse anche a ragione. Perché dobbiamo consegnare alla storia una verità: noi abbiamo abusato dell’Africa, abbiamo colonizzato l’Africa e le abbiamo tolto tutto, anche la dignità. E credo che ora hanno ragione loro. Questa gente non chiede soltanto un lavoro, ma scappa dalla guerra, dal pericolo di morire. Quindi, certamente credo che per una famiglia la cosa più importante sia mettersi in salvo. Se pensiamo alla migrazione come modo per dire: “Andiamo a vivere bene in Europa”, credo che sbagliamo.

Come Chiesa locale cosa potete fare?

R. – Intanto abbiamo il nostro arcivescovo, il cardinale Francesco Montenegro, che in qualche modo ci illumina su questo aspetto. E spesso, parlando con noi sacerdoti e con le comunità, parla sempre di accoglienza: un’accoglienza, direi, intelligente. Dobbiamo accogliere: non siamo noi che stiamo andando lì a cercare, sono loro che stanno venendo qui. Ci sono famiglie, bambini, donne incinte, che bussano alle porte dell’Occidente. Io credo che dobbiamo essere pronti, ma non solo l’Italia: tutta l’Europa. Se l’Europa non si apre a questo, certamente il problema non si risolve, perché comunque i nostri fratelli, africani, indiani, verranno sicuramente a bussare qui. E noi abbiamo direi anche il dovere di accoglierli e di dare loro intanto un posto sicuro dove mangiare e dove mettere in salvo soprattutto la famiglia.

Spesso queste persone, dopo aver subito quello che hanno subito prima di arrivare sulle coste italiane, sono costrette a subire altre violazioni dei diritti umani…

R. – L’Europa sa di questo. L’Europa sa che la Libia è un inferno. Sappiamo tutto quello che succede, ma facciamo finta di niente. E su questo punto la Chiesa e il nostro Papa Francesco lo stanno gridando al mondo. Poi magari diranno che noi siamo monotoni, e che parliamo sempre di migranti, ma il problema importante ora è questo: non possiamo parlare di altro, dobbiamo affrontare questo problema e non chiudere gli occhi dinanzi ad esso. Non è da ora, ma avviene da anni, da quando transitavano dalla Libia tante persone, soprattutto tante donne. Loro sapevano cosa significava passare da lì e subire spesso degli abusi, psicologici e di altro tipo.

06 agosto 2019, 13:19