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La Nave Open Arms davanti a Lampedusa. Ministro Trenta: "Mai perdere l'umanità"

Con a bordo 143 persone da 13 giorni, la Nave Open Arms si è diretta verso Lampedusa, dopo che il Tar ha disposto la sospensione del divieto d'ingresso nelle acque territoriali italiane. Il Ministro italiano della difesa Elisabetta Trenta non ha firmato il divieto d'ingresso, appellandosi al diritto e all'umanità

Eugenio Murrali - Città del Vaticano

La nave Open Arms è arrivata davanti a Lampedusa. L'imbarcazione ha a bordo da 13 giorni 143 migranti, tra cui 32 minori, e si è diretta verso Lampedusa già da ieri, scortata da due navi della Marina italiana, dopo che il Tar ha disposto la sospensione del divieto di ingresso. Un provvedimento voluto dal Viminale, che ha annunciato di voler presentare un ricorso al Consiglio di Stato. 

Il pronunciamento del Tar

"Alla luce della documentazione prodotta (medical report e relazione psicologica" e "della prospettata situazione di eccezionale gravità ed urgenza" si giustifica "la concessione della richiesta" per "consentire l'ingresso della nave Open Arms in acque territoriali italiane e quindi di prestare l'immediata assistenza alle persone soccorse maggiormente bisognevoli", ha rilevato il Tar del Lazio accogliendo il ricorso di Open Arms e sospendendo il divieto di ingresso in acque italiane.

Divieto di ingresso non firmato dal ministro Trenta

Il Ministro italiano della difesa Elisabetta Trenta ha deciso di non firmare il divieto d'ingresso nelle acque territoriali, appellandosi al diritto e al senso di umanità: "Ho deciso di non firmare il nuovo decreto del ministro degli interni volto a negare l'ingresso, il transito e la sosta nelle acque territoriali della nave dell'Ong Open Arms a seguito della sospensiva disposta dal Tar del Lazio sul precedente analogo provvedimento". E ha osservato: "Ho preso questa decisione, motivata da solide ragioni legali, ascoltando la mia coscienza. Non dobbiamo mai dimenticare che dietro le polemiche di questi giorni ci sono bambini e ragazzi che hanno sofferto violenze e abusi di ogni tipo. La politica non può mai perdere l'umanità. Per questo non ho firmato".  Il Ministro italiano dell'interno Matteo Salvini ha replicato con un messaggio su un social: "Sul divieto di sbarco alla Open Arms siamo soli contro tutti". Il capo del Governo, Giuseppe Conte, in una lettera aperta al titolare del Viminale, rende noto: "Francia, Germania, Romania, Portogallo, Spagna e Lussemburgo mi hanno appena comunicato di essere disponibili a redistribuire i migranti.

Il richiamo dell'Unicef

Ancora una volta, i miei omologhi europei ci tendono la mano". Afshan Khan, Direttore Regionale Unicef per l'Europa e l'Asia Centrale e Coordinatore Speciale per la risposta dei rifugiati e dei migranti in Europa, inriferimento alla vicenda di Open Arms e di Ocean Viking, ha fatto sapere infine che "l'Unicef sta sollecitando che sia disponibile immediatamente un porto sicuro, in modo che questi bambini, insieme a tutti gli altri a bordo delle due navi, possano sbarcare in tutta sicurezza".

 

15 agosto 2019, 10:31