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Giornata dei Popoli Indigeni: un'edizione dedicata alle lingue

Istituita dalle Nazioni Unite nel 1994, la Giornata Internazionale dei popoli indigeni ci ricorda una ricchezza culturale a rischio: quella di 370 milioni di persone sparse in 90 Paesi. Questa edizione è dedicata alle loro lingue, circa 7000

Eugenio Murrali - Città del Vaticano

"I popoli indigeni, con la loro varietà di lingue, culture, tradizioni e conoscenze ancestrali ci ricordano che siamo tutti responsabili per la cura del creato che Dio ci ha affidato". Lo ha detto oggi il Papa con un tweet dal suo portale @Pontifex in occasione della Giornata internazionale dei popoli indigeni che si celebra oggi, con un focus sulle migliaia di lingue da loro parlate. Sul cammino verso il Sinodo sull'Amazzonia, dove le popolazioni indigene sono 450, Francesco ci ricorda una ricchezza umana e culturale a rischio e ci richiama alle nostre responsabilità.  Cambiamenti climatici, conflitti, industrializzazione e altri fattori minano, infatti, le possibilità di esistenza e persistenza di queste popolazioni nei loro territori. 

Una straordinaria diversità

Quando parliamo di popoli indigeni ci stiamo riferendo a una realtà composita di circa 370 milioni di persone, che rappresentano meno del 5% della popolazione mondiale ma il 15% dei più poveri del pianeta. Divise in 90 paesi, queste popolazioni sono portatrici di 5000 diverse culture e custodi di 7000 lingue. A Radio Vaticana Italia, ne ha parlato padre Ugo Pozzòli, responsabile della Fondazione Missioni Consolata onlus, ricordando la sua esperienza passata in Colombia. "Penso all’esperienza, degli indios yanomami - ha detto il sacerdote - tra i quali noi lavoriamo anche come Missionari della Consolata. Essi hanno nella casa comune, nello yano, proprio l’abitazione in cui tutto il gruppo si ritrova e vive. È un po' come una piccola rappresentazione del mondo, del mondo anche nostro, fatto di relazioni, interconnessioni, in cui in fin dei conti siamo invitati a mettere in comune le risorse, a sentirci non sfruttatori o padroni di quello che abbiamo ricevuto come dono. Penso ai pigmei in Congo tra i quali lavoriamo, in situazioni molto simili.

Le lingue indigene

Secondo le Nazioni Unite "la grande maggioranza delle lingue in pericolo sono parlate dalle popolazioni indigene. Si stima che, ogni 2 settimane, una lingua indigena scompaia, mettendo a rischio le rispettive culture e i sistemi di conoscenza indigeni". Per questa ragione, nell'anno dedicato alle lingue indigene dall'Assemblea Generale dell'ONU, anche l'edizione della giornata internazionale focalizza l'attenzione sugli idiomi in una celebrazione - in diretta web - che ha luogo nella sede centrale delle Nazioni Unite.

Un tema caro al Pontefice

Papa Francesco ha incontrato più volte in Vaticano e nei suoi viaggi rappresentanti dei popoli indigeni. La loro attenzione verso il creato, l'equilibrio dentro il quale essi vivono, e che rischia di essere messo a repentaglio, è uno degli aspetti che saranno toccati dal Sinodo sull'Amazzonia di ottobre. "Gran parte dell’ossigeno che respiriamo arriva da lì", ha ricordato il Papa nell'intervista rilasciata a La Stampa-Vatican Insider, "ecco perché la deforestazione significa uccidere l’umanità. E poi l’Amazzonia coinvolge nove Stati, dunque non riguarda una sola nazione. E penso alla ricchezza della biodiversità amazzonica, vegetale e animale: è meravigliosa". 

09 agosto 2019, 10:45