Cerca

Vatican News

Amazzonia, appelli dai vescovi brasiliani, messicani e paraguaiani

Dopo l'appello del Consiglio episcopale latinoamericano, anche le singole Conferenze nazionali dell'America Latina fanno sentire il loro grido di allarme per l'Amazzonia, tema che è ora al centro del dibattito politico internazionale, anche del G7 di Biarritz

Eugenio Murrali - Città del Vaticano

Si accorcia il respiro del mondo. Il raggio degli incendi si è allungato e dopo Brasile e Bolivia, i Paesi più colpiti, le fiamme hanno raggiunto anche il Paraguay, dove stanno bruciando 40 mila ettari di boschi e pascoli nella regione del Chaco. Le Conferenze episcopali di Brasile, Messico e Paraguay lanciano i loro appelli perché siano prese urgenti misure a difesa della foresta pluviale. Il presidente del Brasile, Jair Bolsonaro, ha ordinato l'invio degll'esercito e promesso che non ci sarà alcuna tolleranza per i piromani. Il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, ha offerto aiuto al Brasile per fermare gli incendi in Amazzonia, ma il presidente Bolsonaro è stato criticato per la sua gestione dell'emergenza, da altri capi di Stato del G7, iniziato oggi a Biarritz, e in particolare dal presidente della Repubblica francese Emmanuel Macron. La cancelliera della Germania, Angela Merkel, chiede che dal G7 emerga un messaggio chiaro perché l'Amazzonia smetta di bruciare.     

La nota della Conferenza espicopale brasiliana

"Gli assurdi incendi e le altre depredazioni criminali richiedono, ora, prese di posizione adeguate e misure urgenti", si legge nella nota dei vescovi brasiliani, che richiamano l'enciclica Laudato si' di Papa Francesco. "E' tempo di parlare, scegliere e agire con equilibrio e responsabilità, affinché tutti si assumano la nobile missione di proteggere l'Amazzonia, rispettando l'ambiente, i popoli tradizionali, gli indigeni, di cui siamo fratelli. Senza questo impegno, tutti subiranno perdite irreparabili", si legge ancora nella nota, dove i presuli affermano di vedere un "segno di speranza" e una fonte di importanti indicazioni", nel Sinodo dei vescovi sull'Amazzonia. I vescovi invocano poi azioni politiche efficaci: "È urgente che i governi dei Paesi amazzonici, in particolare il Brasile, adottino misure serie per salvare una regione cruciale per l'equilibrio ecologico del pianeta - l'Amazzonia. Non è il momento dell'irrazionalità e delle divagazioni nei giudizi e nelle parole". In particolare, anche in un appello video, il presidente della Conferenza nazionale dei vescovi del Brasile, CNBB, l'arcivescovo Walmor Olibeira de Azevedo, ha invitato ad "alzare la voce", attraverso un movimento "Levante a voz". 

La lettera dei vescovi messicani

La Commissione per la Pastorale Sociale della Conferenza episcopale messicana ha espresso profondissima preoccupazione per la situazione: "Alziamo la nostra voce e la uniamo a quella di tanti fratelli e sorelle che sentono nei loro cuori il dolore e la morte nella nostra "casa comune e altare della condivisione umana", si legge nella lettera. I vescovi chiedono che la politica intervenga e che i "governi" che hanno in mano la soluzione per combattere questi incendi lo facciano con urgenza". Nella lettera la Commissione esorta a "unire gli sforzi" e sottolinea come il disastro in Amazzonia ci ricorda "che il nostro territorio è in pericolo, perché nella nostra Casa comune tutto è interconnesso". Si legge infine l'esortazione a "correggere gli atteggiamenti egoistici e distruttivi" legati al modello tecnocratico.

L'appello della Conferenza episcopale del Paraguay

I vescovi paraguayani sono intervenuti nel dibattito, sostenendo le posizioni prese dal Consiglio episcopale latinoamericano (Celam), ed esprimendo vicinanza alle popolazioni limitrofe, ancor più colpite di quella paraguaiana dalle devastazioni degli incendi, che, ricordano i presuli, stanno procurando danni di dimensioni planetarie. Nella nota viene citato l'Instrumentum laboris del Sinodo per l'Amazzonia e viene ricordato il peso che ha sul nostro pianeta "la cultura dello scarto". Si legge inoltre: "Crediamo, come le autorità del Celam, che l'unità e la solidarietà dei governi dei Paesi amazzonici, soprattutto del Brasile e della Bolivia, delle Nazioni Unite e della comunità internazionale, debbano prendere misure urgenti per salvare il polmone del mondo". I vescovi ricorddano infine le parole di Papa Francesco nell'omelia della messa per l'inizio del suo ministero petrino: "Vorrei chiedere, per favore, a tutti coloro che occupano ruoli di responsabilità in ambito economico, politico o sociale, a tutti gli uomini e le donne di buona volontà: siamo “custodi” della creazione, del disegno di Dio iscritto nella natura, custodi dell’altro, dell’ambiente; non lasciamo che segni di distruzione e di morte accompagnino il cammino di questo nostro mondo!".

24 agosto 2019, 10:46