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Bangladesh: 4 mila famiglie in difficoltà a causa delle violenti piogge

Tra le zone più colpite dai nubifragi i campi rifugiati della minoranza Rohingya. Per l'Unicef annegato anche un bambino di 7 anni

Eugenio Serra – Città del Vaticano

Migliaia di bambini e famiglie che vivono nei campi per rifugiati Rohingya e presso le comunità ospitanti a Cox’s Bazar nel Bangladesh sudorientale sono a rischio inondazioni e frane a causa delle forti piogge degli ultimi giorni. Quattro mila le famiglie colpite, molte delle quali sono state ricollocate in aree sicure.

I bambini, i soggetti più colpiti

"La situazione è difficile. Le piogge continuano, e con queste aumenta il rischio di condizioni poco salubri. Le persone colpite, soprattutto i bambini, si ammalano per malattie legate all’acqua".  Lo ha dichiarato a Vatican News, Andrea Iacomini, portavoce Unicef Italia. C'è bisogno, afferma, di "un'urgente assistenza umanitaria", "maggiore rispetto a quella che già c’è in queste zone".

Le attività dell’Unicef a sostegno delle famiglie

"Insieme ai nostri partner abbiamo avviato la distribuzione degli aiuti di base, come compresse per purificare l’acqua e teli di plastica": spiega ancora il portavoce dell'Unicef. "Ci sono 500.000 mila bambini Rohinhya, che hanno bisogno di un’assistenza umanitaria urgente. Abbiamo 5 centri danneggiati dell’Unicef scolastici e altri, circa 750, sono parzialmente danneggiati. Oltre a riparare le strutture, stiamo cercando di proteggere i bambini colpiti dalle violenti piogge assicurando loro l’accesso all’acqua sicura e ai servizi sanitari adeguati, perché altrimenti si rischia veramente il proliferare di epidemie. Abbiamo riparato naturalmente i servizi colpiti, ma in questo momento i nostri team mobili di medici per la nutrizione si stanno mobilitando per cercare di monitorare la situazione sanitaria dei bambini e delle mamme nei campi”.

Maggiori criticità

Almeno 47 punti e reti per la distribuzione dell’acqua e oltre 600 latrine sono state colpite o danneggiate, incrementando il rischio di dissenteria, alla quale i bambini sono particolarmente vulnerabili. “Queste – conclude Iacomini - sono le maggiori criticità. Le nostre strutture e i centri di protezione dell’infanzia sono stati completamente sommersi dalle piogge. Immaginate un centro che ospita un milione di persone nella zona di Cox's Bazar, in condizioni igieniche sanitarie complesse e in parte compromesse, cosa può voler dire per 500.000 mila bambini".

L’appello dell’Unicef

L’Unicef ha lanciato un appello per 152,5 milioni di dollari per sostenere il lavoro dell’organizzazione per i bambini rifugiati e tutti quelli colpiti nelle comunità ospitanti nel 2019. Attualmente mancano ancora 68,7 milioni di dollari.

Ascolta l'intervista a Andrea Iacomini, portavoce dell'Unicef
11 luglio 2019, 14:37