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Famiglie in fuga dai combattimenti a Tripoli Famiglie in fuga dai combattimenti a Tripoli 

Dal Cir campagna per l’assistenza umanitaria in Libia

In Libia, la capitale Tripoli è ancora sotto assedio. Continuano gli attacchi dell’aviazione del generale Haftar sull’aeroporto Mitiga, negli ultimi giorni sono anche stati colpiti due ospedali da campo, con diversi feriti. Intanto il Cir lancia una campagna di raccolta fondi per aiutare le persone bloccate nel Paese

Francesca Sabatinelli – Città del Vaticano

Sono oltre tremila i migranti e rifugiati detenuti in questo momento a Tripoli: la denuncia è dell’Alto Commissariato Onu per i diritti umani a due mesi di distanza dall’inizio dell’offensiva del generale Haftar su Tripoli. L’organismo delle Nazioni Unite chiede l’immediato rilascio di queste persone, nonché un rafforzamento dei meccanismi di “evacuazione, ricollocamento e ritorno umanitario volontario”.

Un milione le persone bisognose di assistenza umanitaria

Attualmente sono oltre un milione i bisognosi di assistenza umanitaria e protezione in Libia, non si tratta solo di migranti e rifugiati, ma anche di sfollati libici, che vivono in condizioni di estrema marginalità sociale, senza accesso a cure e servizi essenziali. Il Consiglio italiano per i Rifugiati interviene quest’anno con la campagna “Guardiamo oltre le frontiere”, fino a domani 9 giugno, per migliorare la situazione di queste persone, allo stesso tempo lavora per promuovere la ricerca di soluzioni durature. “Siamo convinti che il percorso non possa altro che essere quello di mediazione e di intesa per un futuro condiviso dalle parti in Libia”, spiega Mario Morcone, direttore del Cir, per il quale una soluzione militare “è una soluzione che non esiste dal punto di vista del terreno, ma anche profondamente ingiusta per il prezzo che le persone devono pagare e già stanno pagando”. Rifugiati in stato di detenzione, donne e bambini che vivono in condizioni disperate, sono coloro ai quali il Cir si rivolge con la nuova campagna.

Il nuovo Parlamento Ue dovrà occuparsi di chi non accoglie

Per Morcone, inoltre, è importante reiterare il dissenso del Cir verso le politiche di alcuni Paesi europei nei confronti dei migranti che cercano di attraversare il Mediterraneo per approdare in Europa. “Non credo che ci voglia un particolare coraggio politico ad avere un atteggiamento aperto”, spiega ancora Morcone, per il quale però “si tratta di un vento che nell’ultimo periodo ha soffiato su tanti paesi europei” e questa “è la prima sfida che il nuovo Parlamento europeo dovrà affrontare”.

Ascolta l'intervista a Mario Morcone
08 giugno 2019, 07:33