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Il card. Nzapalainga Il card. Nzapalainga 

Centrafrica. Il card. Nzapalainga: “Basta con i gruppi armati”

“Non è con i gruppi armati che risolveremo i grandi problemi sociali nel nostro Paese” ha affermato il card. Dieudonné Nzapalainga, arcivescovo di Bangui, rispondendo alla domanda di un giornalista sulla creazione di un nuovo gruppo armato nella Repubblica Centrafricana

“È tempo di seppellire l’ascia da guerra. I veri problemi – ha ribadito il porporato - posso dirlo forte e chiaro, sono le strade in condizioni terribili, le scuole prive di insegnanti qualificati. Le basi educative del Paese ancora fragili così come il sistema sanitario. Nei dispensari non ci sono dottori, al massimo infermieri.

Un nuovo gruppo ribelle che potrebbe spingere il governo a fare concessioni

Il 28 maggio un comunicato ha annunciato la creazione del Parti du Rassemblement de la Nation Centrafricaine (Prnc), una formazione nata dalla scissione del Rassemblement Patriotique pour le Renouveau de la Centrafrique (Rprc), uno dei 14 gruppi armati che ha firmato con il governo di Bangui gli accordi di Khartoum per riportare la pace e un minimo di stabilità nel Paese. Si teme che la nuova formazione intenda con la violenza costringere il governo di Bangui a fare concessioni facendola sedere al tavolo negoziale accanto ai gruppi armati già esistenti. “Oggi 15, domani 16 e 17. Abbiamo appena firmato l'accordo di pace di Khartoum con 14 gruppi armati. Volete fare una seconda conferenza a Khartoum per firmare un altro accordo?” ha esclamato il cardinale nel corso della conferenza stampa tenuta a Bangui al suo rientro da Roma.

Venga resa giustizia alle vittime delle stragi per far progredire la causa della pace

Il card. Nzapalainga ha inoltre condannato il massacro commesso il 21 maggio in tre villaggi a Paoua, nell’ovest del Paese, attributo ad appartenenti al gruppo armato 3R, con un bilancio ufficiale di 34 morti. “Questi atti barbarici non riflettono l'espressione del popolo centrafricano che aspira alla pace” ha detto il cardinale che ha lanciato un appello perché sia fatta giustizia: “Nessuno è al di sopra della legge e deve essere resa giustizia alle vittime. Quelli che hanno commesso questi crimini ne dovranno rispondere”. Secondo il cardinale rendere giustizia alle vittime aiuta a far progredire la causa della pace, perché “aiuterà a placare gli animi. Dobbiamo aiutare le persone a superare il dolore, altrimenti rimarremo con le loro frustrazioni e penseranno che poiché la legge, il governo e la comunità internazionale sono deboli, dovranno farsi giustizia da soli”. (L.M. - Agenzia Fides)
 

08 giugno 2019, 11:48