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Migranti centramericani in Messico al confine con gli Usa Migranti centramericani in Messico al confine con gli Usa  (ANSA)

Usa-Messico: Trump minaccia dazi doganali per frenare l’immigrazione

Dopo la Cina, con un tweet il Presidente Usa ha minacciato di imporre nuovi dazi doganali, se il Messico non aumenterà il controllo sui flussi migratori verso gli Stati Uniti

Andrea De Angelis - Città del Vaticano

Dopo la Cina, è la volta del Messico. Il Presidente statunitense Trump ha annunciato dazi del 5% su tutti i beni importati negli Usa dal Paese americano a partire dal 10 giugno. Una misura economica finalizzata – come spiegato dallo stesso Trump in un tweet – a fermare l’immigrazione illegale, visto che – precisa la Casa Bianca - le tariffe saranno rimosse una volta raggiunto l’obiettivo. Se il Messico non dovesse agire, i dazi cresceranno in maniera graduale fino al 25%, da qui ad ottobre.

La replica del Messico: “Pronti ad una risposta energica”

L’annuncio arriva come una doccia fredda sul Messico: “Non sapevamo, non era atteso” dice il vice ministro messicano per il Nord America, Jesus Seade. “Non vogliamo una guerra commerciale con gli Stati Uniti” aggiunge, precisando che non ci saranno ritorsioni “fino a quando” la misura non sarà stata attentamente esaminata. “Il Presidente (Trump, ndr) manda molti tweet, solo alcuni sono seguiti dai fatti. Se ci sarà qualcosa del genere, allora la risposta sarà forte, energica, non certo leggera”, ha concluso l’esponente del governo messicano. L’annuncio via twitter ha però avuto già degli effetti immediati, compreso quello di far crollare il peso messicano, in perdita di oltre due punti percentuali. Male anche il Dow Jones, così come Tokyo che in apertura ha registrato un -1,6%.

“Quella del muro è politica inumana ed insensata”

“Siamo davanti ad una politica inumana, economicamente anche poco sensata perché quel tipo di manodopera potrebbe mancare in futuro agli Stati Uniti”. Così Vittorio Emanuele Parsi, docente di Relazioni Internazionali all’Università Cattolica, giudica la minaccia dei dazi americani al Messico per contrastare l’immigrazione illegale. “Quella del Messico – spiega Parsi – è una situazione simile a quella che sta vivendo l’Italia, con una forte afflusso di persone che migrano dai loro Paesi d’origine”.

Ascolta l'intervista a Parsi

I migranti centroamericani al centro della presidenza Trump

Già durante la campagna elettorale, Donald Trump ha più volte parlato della questione migratoria al confine con il Messico. Il muro è uno dei simboli della sua presidenza, muro che proprio in queste ore riceve un nuovo colpo dalla giustizia americana. Il tentativo di iniziare i lavori di costruzione al confine con il Messico a El Paso, in Texas, e a Yuma, in Arizona è infatti fallito. Il giudice federale Haywood Gilliam ha respinto in queste ore la richiesta di Trump di sospendere l'ordine che vieta alla Casa Bianca di trasferire fondi dal dipartimento della difesa per avviare la costruzione del muro nelle suddette aree. Non va dimenticato poi che una delle principali armi di pressione verso l’opposizione democratica al Congresso da parte della maggioranza è stata proprio la situazione al confine meridionale. Già ad aprile, infine, la Casa Bianca minacciò il Messico con tariffe doganali, definite più efficaci rispetto alla sola chiusura del confine.


 

31 maggio 2019, 12:06