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Giovani ragazzi nigeriani rilasciati dei soldati Giovani ragazzi nigeriani rilasciati dei soldati   (AFP or licensors)

Nigeria: centinaia di bambini soldato restituiti alla loro vita

Quasi 900 i bambini rilasciati dai gruppi armati del nord est del Paese africano e inseriti in programmi di recupero e sviluppo dell'Unicef

I soldati della Civilian Joint Task Force (CJTF) - gruppo armato locale formato nel 2013, con l’obiettivo di proteggere le comunità dagli attacchi - a Maiduguri, nel nord est della Nigeria,hanno rilasciato oggi 894 bambini, comprese 106 ragazze. Lo rendo noto l' Unicef come provvedimento che continua l'attuazione di un impegno preso dai gruppi armati dal settembre del 2017. In quella data fu siglato infatti un piano di azione in difesa dell'infanzia reclutatata e usata con violenza nella guerra.

Nel conflitto armato in corso nel nord est della Nigeria, più di 3.500 bambini hanno subito questa sorte, tra il 2013 e il 2017, altri sono stati rapiti, mutilati, violentati e uccisi. Per non parlare delle tante ragazze diventate madri e costrette a partorire senza alcun tipo di assistenza o attenzione. Ma dal 2017 in poi 1.727 tra bambini e giovani sono stati rilasciati e da allora tra le fila del CJTF non ci sono stati nuovi reclutamenti.

“Ogni impegno per i bambini che si traduce in azione concreta è un passo in direzione della protezione dei diritti dei bambini e deve essere riconosciuto e incoraggiato,” ha dichiarato Mohamed Fall, Rappresentate dell’UNICEF in Nigeria e co-responsabile della Task Force paese delle Nazioni Unite sul Monitoraggio e la Documentazione di Gravi Violazioni dei Diritti dei bambini. “I bambini del nord est della Nigeria hanno sopportato il peso di questo conflitto. Sono stati utilizzati da gruppi armati sia per combattere sia in altri ruoli e hanno visto morte, uccisioni e violenze. Questa partecipazione al conflitto ha avuto serie implicazioni sul loro benessere fisico ed emotivo.”

Per quanti sono stati rilasciati inzia ora un percorso di sostegno attraverso programmi di reintegrazione, al fine di recuperare uno sviluppo tragicamente interrotto e di contribuire anche a portare una pace durevole in Nigeria rendendoli parte attiva della cittadinanza. Senza questo supporto - fa sapere l'Unicef - molti bambini rilasciati sono costretti a lottare per adattarsi alla vita civile, perché molti non hanno né un’istruzione né competenze professionali. “Non possiamo rinunciare a batterci per i bambini, finché saranno coinvolti in combattimenti. Continueremo finché non rimarrà nessun bambino tra le fila di gruppi armati in Nigeria,” ha continuato Fall.

Almeno 9.800 persone precedentemente associate a gruppi armati, così come bambini vulnerabili nelle comunità, hanno avuto accesso a questi servizi tra il 2017 e il 2018.

10 maggio 2019, 15:25