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Dazi: Cina valuta di usare le sue “terre rare” come ritorsione

Nuovo capitolo nella guerra commerciale tra Stati uniti e Cina. La risposta di Pechino ai dazi statunitensi potrebbe riguardare i minerali usati nell’hi-tec di cui la Cina è grande esportatore. Intanto, Huawei chiede alla giustizia americana di dichiarare incostituzionale il divieto imposto da Trump alle sue apparecchiature.

Elvira Ragosta - Città del Vaticano

Si chiamano “terre rare” o “metalli della tecnologia” e sono indispensabili nella produzione di smartphone, computer, televisori e altri strumenti hi-tec. A livello mondiale nel 2018 la Cina ha prodotto il 71% di terre rare e gli Stati Uniti soddisfano l'80% del fabbisogno grazie all'import dalla Cina, secondo i dati del 2014-2017. Sarebbe questa l’arma che Pechino potrebbe utilizzare in risposta ai dazi statunitensi.

Guerra economica ma non solo

"Se un Paese vuole usare prodotti fatti con l'export di terre rare della Cina per contenerne lo sviluppo, il popolo cinese non sarebbe contento di ciò", ha detto un portavoce della National Development and Reform Commission, l'agenzia pianificatrice statale di più alto livello, secondo quanto ha riportato in piena notte il Global Times.

Per Carlo Filippini, professore emerito di Economia politica all’Università Bocconi e studioso di Asia orientale, gli effetti di questa eventuale contromossa cinese dipenderanno da come Pechino intende procedere. “Se semplicemente la Cina aumenta i prezzi, questo significa buttare fuori dal mercato le imprese non cinesi che producono questi beni; se addirittura bloccasse le esportazioni, sarebbe, almeno per alcuni anni, un gravissimo problema per tutta l’industria tecnologica non cinese”.

Ascolta l'intervista a Carlo Filippini


Huawei ricorre alla giustizia americana

Riguardo poi al caso Huawei, il gigante cinese delle telecomunicazioni chiede a un tribunale statunitense di ritenere incostituzionale il divieto imposto da Washington alle aziende Usa di acquistare le sue apparecchiature di rete per motivi di sicurezza nazionale, citando i legami della società con il governo e con l'intelligence cinese. L'inserimento di Huawei nella lista nera del commercio "minaccia di danneggiare i tre miliardi di consumatori che usano prodotti e servizi Huawei in 170 Paesi del mondo”, “impedendo alle aziende Usa di fare affari con Huawei, il governo degli Stati Uniti danneggerà più di 1.200 aziende statunitensi, e questo colpirà decine di migliaia di posti di lavoro americani". Lo afferma Song Liuping, responsabile degli affari legali di Huawei.

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29 maggio 2019, 12:52