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La disperazione delle famiglie dei detenuti La disperazione delle famiglie dei detenuti 

Brasile: 55 morti per scontri tra bande nelle carceri di Amazonas

E' di 55 morti il bilancio delle vittime degli scontri tra bande rivali in quattro carceri nello Stato di Amazonas, nel Brasile settentrionale: lo ha reso noto la Segreteria di amministrazione penitenziaria del governo locale. All'origine degli scontri, una disputa di fazioni dentro Familia do Norte, un'organizzazione criminale che controlla il traffico di droga nella regione

Secondo le autorità, 15 detenuti sono rimasti uccisi domenica scorsa nel Complesso penitenziario Nelson Jobim, mentre gli altri 40 corpi sono stati trovati ieri nella stessa struttura e in altri tre carceri: l'Istituto penale Antonio Trinidad, l'Unità di carcerazione di Puraquequara e il Centro di reclusione provvisoria maschile. Intanto il ministro della Giustizia e della Pubblica sicurezza, Sergio Moro, oggi ha informato che truppe della Task-force di intervento penitenziario sono "già in arrivo" a Manaus. "Stiamo preparando celle in presidi federali dove trasferire i leader delle sommosse coinvolti in questi massacri", ha riferito Moro tramite Twitter. Il "rapido" intervento degli agenti penitenziari "ha impedito una tragedia più grande", ha detto a sua volta il governatore di Amazonas, Wilson Lima, alla radio Cbn del gruppo Globo. Tutti i cadaveri individuati ieri appartenevano a reclusi che erano stati asfissiati nelle loro celle dai loro avversari, ha precisato Vinicius Almeida, capo della Segreteria di amministrazione penitenziaria.

Nel 2017 insurrezioni a catena in diverse carceri provocarono 126 morti

All'origine degli scontri, scoppiati domenica, ci sarebbe una disputa di fazioni dentro Familia do Norte, un'organizzazione criminale che controlla il traffico di droga nella regione, sostiene il quotidiano Estado de Sao Paulo. Nel frattempo, i parenti dei prigionieri hanno trascorso la notte davanti al complesso Nelson Jobim in attesa di informazioni sulla situazione dei sopravvissuti e invocando la presenza di organizzazioni per i diritti umani. Momenti di tensione si sono vissuti quando alcuni familiari dei reclusi hanno bloccato l'autostrada Br 174 in segno di protesta, dando luogo a tafferugli con la polizia. Anche nel gennaio 2017 una violenta sommossa, sempre nel carcere Nelson Jobim, provocò 56 morti: da quel momento si scatenarono insurrezioni a catena in altre prigioni locali e di altri Stati amazzonici che lasciarono in tutto 126 vittime. In quell'occasione, riuscirono inoltre a fuggire dozzine di detenuti, molti dei quali sono tuttora ricercati.
 

28 maggio 2019, 14:24