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Turchia: alle amministrative Erdogan perde Ankara. In bilico Istanbul

L’Akp (Partito della giustizia e dello sviluppo) del Presidente Erdogan conquista il 56% dei comuni, ma perde la capitale Ankara, che va al socialdemocratico Manus Yavas, del Chp. Testa a testa a Istanbul, dove il conteggio è bloccato

Elvira Ragosta – Città del Vaticano

Il Presidente turco Recep Tayyip Erdogan afferma che il suo partito di governo e i suoi alleati nazionalisti hanno conquistato il 56% dei comuni. L’Akp perde però la capitale Ankara e i risultati preliminari dell'agenzia di stampa statale Anadolu mostrano battute d'arresto per il partito al potere in centri industriali come la città sud-orientale di Adana e il centro turistico mediterraneo di Antalya. Anche i curdi, che si erano concentrati sul sud-est del Paese, si riprendono molte città, compresa la loro capitale Diyarbakir, commissariata dal governo centrale insieme a un centinaio di altri Comuni con accuse di terrorismo per presunti legami con il Pkk.

Scrutinio bloccato a Istanbul

Il conteggio dei voti per l'elezione del sindaco di Istanbul, che era ricominciato dopo essere rimasto fermo per tutta la notte quando mancavano poche decine di seggi alla fine, è ora interrotto quando ne restano 84 da scrutinare a seguito di alcune contestazioni. Lo ha reso noto il presidente della Commissione elettorale suprema, Sadi Guven, senza chiarire quando è previsto il completamento dello scrutinio.

Il Consiglio d’Europa sul voto in Turchia

Il Consiglio d'Europa "non è pienamente convinto che attualmente in Turchia ci sia l'ambiente elettorale libero e giusto che è necessario per elezioni genuinamente democratiche in linea con i valori e i principi europei". Così Andrew Dawson, che guida la missione di osservazione elettorale del Consiglio d'Europa per le amministrative in Turchia. Si tratta delle conclusioni preliminari del Consiglio d'Europa, riferite soprattutto alla campagna elettorale. Dawson ha comunque sottolineato che l'alto tasso d'affluenza dell'84% - in linea con gli standard della Turchia - è "un segnale di salutare interesse democratico e consapevolezza" dell'elettorato.

Giorgio Del Zanna, docente di Storia dell’Europa orientale all’università Cattolica, commenta: “Per Erdogan è una sconfitta, perde la capitale, centro fondamentale del Paese dal punto di vista politico, simbolico, non tiene in altre città. Si sapeva che l’Akp sarebbe andato male, anche se ovviamente non ha perso del tutto, però sono segnali di una difficoltà che è evidente”. Riguardo alla situazione economica della Turchia, il prof. Del Zanna ritiene che essa che abbia influito moltissimo su queste amministrative: “Per la prima volta la Turchia è in recessione, dopo dieci anni di crescita economica e aumento del Pil – aggiunge – in cui si è formato un ceto medio benestante che prima non c’era. Tutto questo è stato la base del consenso a Erdogan. I turchi hanno scelto la stabilità perché in cambio c’era il benessere economico. Oggi non è più così sicuro”.

Ascolta e scarica l’intervista al prof. Del Zanna

 

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01 aprile 2019, 11:36