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Vatican News
La grande manifestazione anti-Bashir di ieri La grande manifestazione anti-Bashir di ieri  (AFP or licensors)

Sudan: in migliaia in piazza contro il Presidente al Bashir

Continua da sabato scorso a Khartum la mobilitazione di migliaia di persone che chiedono le dimissioni del Presidente al Bashir, in carica dal 1989.

Elvira Ragosta – Città del Vaticano

Per il terzo giorno consecutivo migliaia di sudanesi restano davanti al quartier generale delle Forze armate nella capitale Khartoum, nonostante il lancio di lacrimogeni da parte della polizia. I manifestanti chiedono le dimissioni del Presidente Omar al-Bashir in carica da 30 anni. La protesta nel Paese è iniziata lo scorso dicembre, con l’aumento del prezzo del pane e del carburante. A febbraio il Presidente ha dichiarato lo stato di emergenza per 16 mesi ma poi il Parlamento ne ha dimezzato la durata.

La protesta avrebbe causato vittime tra i manifestanti

Quella dello scorso fine settimana è considerata la più imponente manifestazione anti-Bashir degli ultimi mesi e ha visto la mobilitazione dei sudanesi anche in altre città del Paese. Nel corso della protesta ci sarebbero state anche delle vittime. Secondo quanto riportato dalla Cnn, il sindacato dei medici, Central Committee of Sudan Doctors, ieri ha denunciato l’uccisione di almeno cinque manifestanti a Khartum, ma la notizia è stata smentita dalla polizia sudanese. Un portavoce della polizia, citato dall'agenzia di stato Suna, ha ammesso un solo morto, durante gli scontri nella città di Omdurman, a pochi chilometri dalla capitale. Altre fonti parlano di almeno 31 morti totali dall'inizio dell'ondata di proteste a dicembre. Ong come Human Rights Watch ritengono la cifra ottimistica, e ne stimano invece almeno 51.

I manifestati chiedono all’esercito di prendere posizione

Il giornalista Raffaele Masto, che era a Khartum sabato scorso e ha assistito al primo giorno di proteste, racconta che in piazza sono scesi soprattutto giovani che chiedono le dimissioni di al- Bashir. “Tra l’altro- aggiunge - uno degli slogan, significativamente, era rivolto all’esercito. Per la prima volta in queste proteste, le dimostrazioni sono arrivate sotto la sede dell’esercito e del palazzo presidenziale e i dimostranti dicevano: ‘o con il popolo o con il Presidente’, segno che anche chi protesta chiede che l’esercito prenda in mano la situazione e faccia dimettere al-Bashir”.

Ascolta l’intervista a Raffaele Masto
08 aprile 2019, 13:12