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La popolazione in festa in Sudan La popolazione in festa in Sudan  (AFP or licensors)

Sudan: dopo il golpe la popolazione guarda alla democrazia

Mai come ora, le vicende del Sud Sudan si intersecano con quelle del Sudan, che sta vivendo il dopo golpe militare che ieri ha portato all’arresto dei membri del governo e del Presidente al Bashir, al potere da 30 anni, e garante della pace in Sud Sudan

Giancarlo La Vella – Città del Vaticano

Sudan e Sud Sudan rimangono due Paesi fortemente legati, anche dopo la separazione avvenuta nel 2011. Si tratta di legami derivanti dal comune sfruttamento e trasformazione del petrolio, di cui il sottosuolo sudanese è ricco. Altro trait d’union è dovuto al fatto che il presidente deposto, Omar al Bashir, era garante della pace in Sud Sudan. Da Khartoum arriva la notizia che l’ex capo dello Stato non verrà estradato all’Aja, se venisse resa nota una richiesta in tal senso della Corte Penale Internazionale. Su di lui pesano, infatti, diversi mandati di cattura internazionale per crimini contro l’umanità e per il genocidio in Darfur. Secondo Enrico Casale, della rivista dei Padri Bianche “Africa”, finché in Sudan vi sarà un governo militare, le cose non dovrebbero cambiare.

La popolazione sudanese chiede la democrazia

Dopo la trentennale presidenza di Omar al Bashir, i sudanesi chiedono ora che questo colpo di Stato rappresenti una svolta democratica e che l’esecutivo militare ad interim porti quanto prima il Paese alle elezioni generali. Infatti l’opposizione laica ha condannato il golpe militare e accusato i militari di voler riprodurre, sotto nuove sembianze, il vecchio regime. Di conseguenza le varie forze dell'opposizione sudanese chiedono ai manifestanti, scesi in piazza in concomitanza con il colpo di Stato, di rimanere mobilitati davanti alla sede dell'esercito a Khartoum. Addirittura si è arrivati al rifiuto della proposta della giunta militare di costituire un esecutivo civile.

Sudan: un futuro tutto da decidere

In questo quadro capire cosa avverrà in Sudan nel prossimo futuro è cosa davvero ardua, sottolinea Enrico Casale. Tutto dipenderà da quanto, come e in quali tempi il governo militare verrà incontro alle istanze di tutte le realtà politiche del Paese e quanto le opposizioni saranno in grado di mediare. Obiettivo per tutti: garantire al Sudan un futuro di pacificazione. La comunità internazionale guarda con perplessità alla svolta del colpo di Stato. In particolare, l’Unione Africana ha criticato il golpe in Sudan che ha portato alla destituzione del presidente Omar al-Bashir e ha fatto appello alla calma e alla moderazione nel Paese africano. “La presa del potere da parte dell'esercito non è la risposta appropriata alle sfide che il Sudan deve affrontare e alle aspirazioni del suo popolo”. Questa la dichiarazione del presidente della Commissione dell'Unione Africana, Moussa Faki.

Ascolta l’intervista a Enrico Casale
12 aprile 2019, 14:53